Michael Mellner scrive a La Fede Quotidiana: “Si può essere cattolici e musicisti rock”

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Ospitiamo volentieri questa lettera a La Fede Quotidiana in risposta alla pubblicazione della Catechesi del nostro collaboratore padre Giuseppe Tagliareni, sulla “musica che non porta a Dio”.

Egregio padre Tagliareni,

ho letto il suo articolo su La Fede Quotidiana e mi sono sentito chiamato, se non altro, a dare una parola alternativa con quanto lei ha scritto.

Sono un musicista da 45 anni, chitarrista e compositore. Ne ho 51. Sono marito, sposato come santa romana Chiesa ‘comanda’, e padre di 3 figli.

Sono, per grazia di Dio, cattolico praticante, integrale non integralista, e amante dell’unica Chiesa che Cristo, Dio, ha fondato: la Chiesa cattolica.

Oltretutto, Dio è stato così magnanimo con me, povero inetto, da chiamarmi a servirlo come futuro membro della chiesa facendomi incamminare nel percorso diaconale permanente. Ad oggi sono candidato diacono.

Sono però, ahimè, un rockettaro. Il termine rockettaro però non rende affatto giustizia perché in realtà, il rockettaro è un musicista, non differente da chi suona jazz, quindi un esperto di musica: delle sue combinazioni, delle sue armonie, delle sue sequenze.

Perché invoco l’essere musicista? Perché il rockettaro non maneggia o suona accordi e note venienti da altri pianeti o magari da pratiche magiche, ma sono bensì le stesse che hanno usato personaggi come Mozart, Vivaldi, Cristina D’Avena, i ‘cantantini’ dello Zecchino d’oro.

Vedo nella sua breve biografia, riportata nell’articolo, che lei non è un musicista, e per questo le devo fare alcune elementari domande ‘musicali’ alle quali può benissimo rispondere anche senza aver mai imbracciato uno strumento musicale. Che cos’è che differisce fra un accordo di Do maggiore usato da Mozart rispetto a quello che suono io nei concerti? Assolutamente niente: gli accordi sono gli stessi, che li usi Vivaldi o i Beatles o il sottoscritto.

Quindi il presunto effetto ammaliante non lo fa un’astrusa combinazioni di note magiche.

Lei allora parla di volume che sarebbe capace di ubriacare gli ascoltatori…magari il ritmo incalzante. Si meraviglierebbe se le dicessi che lo stesso volume e ritmo incalzante è usato da cantanti come Fiorella Mannoia che proprio rockettara non è?

E allora, se non sono gli accordi né il volume o il ritmo, cos’è che cattura maliziosamente la gente e allontana da Dio? Assolutamente niente!…assolutamente niente da parte della musica.

La musica di per se non ha nessun potere intrinseco, ma fa leva, semmai, sulla volontà di chi si accosta ad essa.

La teologia lo insegna: è la volontà dell’uomo (o donna) che determina la bontà o la malizia di un qualcosa, di un’azione o di un pensiero.

Mi faccia fare degli esempi banali: prenda una pistola…e la metta su un tavolo; le garantisco che non farà male nemmeno a nessuno, anche se fosse carica. Fa male se brandita e guidata dalla volontà di nuocere del fruitore. E prenda un bacio…esiste gesto più tenero? Eppure l’Iscariota l’ha usato come segno infame del suo infame commercio, la vendita del Figlio di Dio.

Vede dunque che non è la materia che, di per se, nuoce perché, ‘cattiva’, odia l’uomo e lo attacca.

Torno alla musica…come le dicevo sono un musicista che suona rock da una vita e ho sempre cercato di controbattere luoghi comuni come quello che ha esposto lei, circa la musica rock come presunto artificio ideato da satana per catturare la gente.

E nel mio tentativo di dimostrare il contrario di quanto dice lei ho percorso una strada che ho iniziato praticamente da quando, bambino, sono andato in Chiesa.

Io ascoltavo la musica rock fin da quella età…ma non ho mai avuto dentro di me moti contrari a quanto Dio insegnava nella Scrittura.

Poi ho iniziato a suonarlo, e mai accadeva di allontanarmi dalla Chiesa.

Poi è venuto il momento di dimostrare a tutti che stare su un palco rock e suonare quella musica non portava a niente di strano e che addirittura poteva essere usata come via di testimonianza cristiana cattolica.

Lei si domanderà come. Ebbene, ho incaricato un artista dell’aerografo di disegnarmi uno stupendo Cristo il quale è proprio sulla chitarra che uso maggiormente.

In pratica l’immagine sacra è sempre sui palchi che calco…e tutti la vedono. Per molti quell’immagine passa ignorata…ma ci crede se le dico che continuamente, gente (che dire anticlericale è un eufemismo) mi scrive dicendomi che rimane colpita da quel Cristo che è come se li guardasse?…può vedere l’immagine nel link che le metto di seguito.

E non è finita lì la mia strada di testimonianza! Infatti, qualche mese fa, Dio ha permesso che io avverassi un sogno che avevo fin da bambino, quando ascoltavo le musiche durante la liturgia.

Ho realizzato il mio secondo CD, edito dalla stessa casa discografica di mons. Marco Frisina (la Heristal Entertainment), che contiene nove brani di musica liturgica cattolica rivisitata in chiave rock melodico (strumentale).

Io, di mio, no posso dire che è un capolavoro. Lo dicono però una miriade di persone di tutte le tipologie: TV2000, Radio Vaticana, alcuni cardinali e vescovi, innumerevoli presbiteri e, incredibile a dirsi, vari gruppi di suore di clausura davanti alle quali ho fatto un concerto in miniatura, dietro la grata della clausura,  per far loro vedere e sentire l’album per il fatto che non potevano muoversi dal loro monastero.

È probabile che il nome dell’album non le piacerà…si chiama Rock in Ecclesia, ma mi piacerebbe che leggesse il libretto che l’accompagna nel quale ho avuto la possibilità, che sognavo, di dedicare l’intero lavoro alla santissima Trinità, affidandolo alla Madre celeste, Maria santissima, e ringraziando la madre che abbiamo in terra, la Chiesa.

I brani non sono altro che gli stessi che cantiamo e alcuni che invece non cantiamo più: l’Adeste, il Kyrie Eleison della Messa degli Angeli, Noi Canteremo, Hai dato un cibo, e addirittura la Salve regina.

La invito a visionare la mia presenza alla presentazione del CD fatta a TV2000, nel giugno scorso. Qui il link: https://www.tv2000.it/beltemposispera/video/michael-il-piu-grande-chitarrista-europeo/

Ma più che vedere me, la invito a vedere la reazione dei presenti, compresa la presentatrice, reazione che non mi pare inneggiante al male, al diavolo o a qualcosa che allontana da Dio.

Mi sembra invece che si avvera di nuovo il dire di Gesù Cristo quando a Nicodemo disse che lo Spirito, come il vento, soffia dove vuole, e niente può impedirGli di manifestarsi…nemmeno una chitarra rock suonata a volume molto alto.

Ringrazio la redazione de La Fede Quotidiana per avermi dato la possibilità di spiegare le mie ‘musicali’ ragioni e chiedo a lei, padre Giuseppe, di pregare per me perché io sia testimone meno inetto al servizio di Dio. Preghi perché io non lo deluda mai.

Un fraterno saluto.

Michael Mellner

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6 pensieri riguardo “Michael Mellner scrive a La Fede Quotidiana: “Si può essere cattolici e musicisti rock”

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    17 Dicembre 2017 in 9:15
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    Probabilmente il pezzo di padre Tagliareni poteva essere più ricco di argomenti musicali; ma se la difesa è “sono gli stessi accordi, e Fiorella Mannoia non è rock”, direi che stiamo a zero argomenti (meno accettabili proprio perché, questa volta, il pezzo è scritto da un addetto ai lavori).

    Piacerebbe vedere un vero scambio di argomenti: gli unici argomenti di Mellner sono “sono rockettaro, sono cattolico, quindi è tutto giusto”. Peraltro ho letto varie argomentazioni come quelle di padre Tagliareni da parte di preti che hanno competenze in ambito musicali (suonano uno strumento) e li ho trovati convincenti.

    Personalmente, trovo orribile e blasfemo ridisegnare in qualsiasi stile musicale che non sia quello originale la musica liturgica. Fosse religiosa in senso lato, passi; ma liturgica no. Quanto poi il “piace a TV2000″… l’argomento è un autogol.

    Consiglio a Mellner di leggersi “La forza del silenzio” del card. Sarah: capirà molte cose.

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      18 Dicembre 2017 in 14:48
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      Concordo completamente con Fabrizio: nel leggere la “difesa” di Mellner ho pensato esattamente le stesse cose, inclusa l’osservazione su TV2000. Oggi come oggi, possiamo ben dire che, se piace a TV2000, allora è meglio lasciar perdere.

      Inoltre è verissimo che il rock è solo uno strumento (che può anche essere utilizzato per il bene), ma è altrettanto vero che si tratta di un genere musicale che, molto più di altri generi, si presta a essere veicolo di roba satanica. Dire il contrario significa negare l’evidenza.

      Questa “difesa”, sinceramente, mi è parsa soprattutto un’auto-promozione, il che non depone a favore dell’umiltà dell’autore. Il consiglio finale di Fabrizio, in tal senso, è più che appropriato.

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        23 Dicembre 2017 in 19:23
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        caro Adolfo…legga il mio commento sottostante…cordiali saluti

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    18 Dicembre 2017 in 12:30
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    gentile Fabrizio,
    cerchi per favore di comprendere bene il senso con cui ho scritto la mia risposta al padre. Qui non sto fornendo meri argomenti tecnici, come gli accordi e via dicendo. Il senso vero del mio scritto è che: non esiste un genere musicale più malefico degli altri ed è tendenzioso casomai giudicarne uno come tale perchè tale giudizio viene dal gradimento/gusto e non da una vera analisi tecnica.

    Non posso giudicare infatti cattivo un qualcosa solo perchè non mi piace. In questo concorda? Ebbene, dire che il rock è satanico, o che lo è il jazz o qual genere si voglia non è assolutamente proponibile perchè non avvalorato da nessuna analisi tecnica dottrinale…ed è quindi un giudizio di gusto…lecito ma non erigibile a regola.

    La rimando all’esimio e defunto p. Amorth il quale diceva esattamente quello che dico io, e cioè che non è nella musica in se che il rock o altro genere è servo del diavolo ma è il messaggio che un eventuale testo fornisce.

    Concludo col suo ultimo commento nelle due parti: dico che accetto il non gradimento della musica sacra rivisitata in qualsiasi chiave. E’ nel diritto dell’ascoltatore! ma è inaccettabile il definirla blasfemia. Questo è un giudizio che non si addice a una persona corretta come penso che lei sia. In primis: ha ascoltato il mio CD? e in secundis: su quale base dottrinale, magisteriale o scritturistica un lavoro come il mio si può considerare una bestemmia?

    e poi TV2000…non la menzionavo come argomento a mio favore: rilegga bene le mie parole! L’ho citata, quella apparizione tv per avvalorare quanto esponevo a padre Tagliareni, e cioè che il pubblico astante non è stato incitato a peccati o parolacce o comportamenti anti cristiani al sentire la mia chitarra rock.

    Per il suo consiglio sulla pubblicazione del card. Sarah, stia certo che lo seguirò. Ma le ricordo che tale libro non da l’unica via da seguire, cioè il silenzio. Come dice bene l’Ecclesiaste/Qoelet, c’è un tempo per rimanere in silenzio e uno per parlare, anzi per gridare, come ci ha mostrato san Giovanni Battista.
    Per carità, non mi fraintenda: non mi paragono assolutamente a quel gigante della fede! Ma se esiste una via possibile per portare la Parola di Dio in giro, specialmente a quei giovani di oggi la maggior parte dei quali non si interessa di Dio e tanto meno della Chiesa, non posso non batterla.
    Lei lo farebbe di non impegnarsi sapendo che quel tipo di testimonianza di cui è esperto e capace può far conoscere Cristo a qualcuno che non lo conosce?

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    3 Luglio 2018 in 12:54
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    Caro mellner, mi rendo conto che la tua vera strada è il rock e non il diaconato. Pensaci, lascia stare, perché hai una gran confusione in testa, in futuro potresti dare un pessimo esempio da diacono

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    1 Settembre 2019 in 14:47
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    Sono capitato qui per caso (se esiste il caso) e, dopo aver letto i commenti dei dottori della legge, a Michael consiglio: “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.

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