Amoris Laetitia, anche i vescovi svizzeri aprono alla comunione ai divorziati

Anche i Vescovi svizzeri si sono espressi sull’“Amoris Laetitia”. Al termine dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale elvetica (CES), infatti, che si è riunita a Friburgo dal 4 al 6 settembre, i presuli hanno diffuso un elogiativo messaggio sull’Esortazione apostolica post-sinodale, definendola «un regalo alla Chiesa», un invito a ripensare la pastorale del matrimonio e della famiglia e la pastorale in sé. Nel documento, aggiungono i vescovi, Papa Francesco ha esortato a «sviluppare un nuovo stile dell’agire ecclesiale, impregnato di una cultura dell’accettazione, dell’accompagnamento, del discernimento e dell’integrazione a tutti i livelli del lavoro pastorale».

Nel documento elaborato nella sede significativamente scelta per l’assemblea episcopale, che è stato il monastero delle suore domenicane di Betania, a Sankt Niklausen e che si è conclusa con un pellegrinaggio a Ranft, patria e luogo di attività del santo e patrono nazionale elvetico Nicola di Flüe, i presuli hanno sottolineato come il principio della misericordia sia il cuore battente della dottrina cristiana. Il messaggio intitolato “Per un rinnovamento della pastorale del matrimonio e delle famiglie alla luce di Amoris laetitia: una buona novella per tutti”, ancora l’insegnamento dell’Esortazione apostolica alla Tradizione della Chiesa, evidenziando come il Papa auspichi espressamente di assimilare nel discernimento pastorale un insegnamento dispensato già da san Tommaso d’Aquino: «Sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità, quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione». Nella loro formulazione, afferma il Pontefice, le norme generali «non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari» e, allo stesso tempo, «occorre dire che, proprio per questa ragione, ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti a una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma».

Citando anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), il discernimento viene anche auspicato dai Vescovi svizzeri come frutto di una collaborazione interdisciplinare, al fine di valutare anche dal punto di vista psicologico le «circostanze attenuanti» che permettono talvolta di «ridurre fino ad annullare la responsabilità personale (Amoris Laetitia, n. 302, CCC n. 1735). In ogni situazione è possibile vivere nella grazia di Dio e in alcuni casi può intervenire l’aiuto dei sacramenti». Appare questo l’unico passaggio che faccia un riferimento esplicito a quel capitolo VIII che ha sollevato alcune obiezioni da parte sia dei vescovi polacchi sia dei 4 cardinali, Joachim Meisner, Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Carlo Caffarra, che hanno indirizzato i famosi “Dubia” a Papa Francesco. Interrogato dall’Agenzia cattolica svizzera, il vescovo ausiliare di Losanna, Ginevra e Friburgo, Alain de Raemy, già membro dell’équipe che ha redatto il testo dell’Amoris Laetitia, ha risposto così, in piena sintonia con quanto auspicato dall’Esortazione apostolica, circa le responsabilità morali dei divorziati risposati: «I vescovi incoraggiano un profondo percorso di discernimento incarnato in ogni situazione».

Nel paragrafo denominato “Chiamati a crescere nel discernimento”, rivolgendosi ai vescovi di nuova nomina, Bergoglio è recentemente ritornato sul discorso affermando: «Dobbiamo sforzarci di crescere in un discernimento incarnato e inclusivo, che dialoghi con la coscienza dei fedeli che va formata e non sostituita (cfr. Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 37), in un processo di accompagnamento paziente e coraggioso, perché possa maturare la capacità di ciascuno — fedeli, famiglie, presbiteri, comunità e società —, tutti chiamati a progredire nella libertà di scegliere e realizzare il bene voluto da Dio. Infatti, l’attività di discernere non è riservata ai saggi, ai perspicaci e ai perfetti. Anzi, Dio spesso resiste ai superbi e si mostra agli umili (cfr. Mt 11, 25)» (Un antidoto alla rigidità, in “L’Osservatore Romano”, 15 settembre 2017, p. 8).

Il messaggio dei vescovi svizzeri, suddiviso in nove punti, hanno affermato dalla CES, «non intende costituire un riassunto né un equivalente» dell’Esortazione apostolica, e si rivolge «ad agenti pastorali, sacerdoti, diaconi e laici invitandoli a una lettura personale di “Amoris laetitia”» (cit. in La buona notizia di «Amoris laetitia», in “L’Osservatore Romano”, 13 settembre 2017, p. 6). Il testo del documento “Per un rinnovamento della pastorale del matrimonio e delle famiglie alla luce di Amoris laetitia”, scritto in originale in lingua francese, sarà disponibile anche in tedesco e in italiano da fine ottobre.

Giuseppe Brienza

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