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“Ove ricorrano condizioni di sicurezza, non far mancare al nostro popolo questi gesti di preghiera, partecipazione e speranza perché la Chiesa sia presente in questo tempo così particolare”.

Così la Presidenza della Conferenza episcopale italiana in una lettera indirizzata ai vescovi: “Sin dal giugno 2020, molte diocesi e parrocchie italiane hanno organizzato le processioni, adottando sia la modalità ‘tradizionale’, aperta ai fedeli che possono seguire tutto il percorso, sia una modalità ‘a stazioni’, in cui solo un piccolo gruppo (composto da sacerdoti, ministri ed eventualmente membri di confraternite) percorre il tragitto, mentre i fedeli partecipano ad alcuni tratti dell’itinerario in chiesa o all’aperto”. “Per via della varietà di tradizioni e di prassi – precisa la Presidenza della Cei -, non è possibile fornire indicazioni valide e puntuali per tutte le Chiese locali. Il confronto con le istituzioni (anche in relazione alla sanità locale) e il buon senso, come già avvenuto nei mesi precedenti in altre occasioni, restano criteri imprescindibili con cui affrontare le varie questioni”.

La ripresa autunnale delle attività pastorali sarà probabilmente ancora condizionata dalla pandemia: “Siamo però convinti che il Cammino sinodale, che entrerà nel vivo proprio dopo l’estate, costituisce un’occasione propizia di rilancio e di accompagnamento delle comunità, oltre che una voce profetica rispetto alle istanze del presente e del futuro”, conclude la lettera. (SIR)

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