Nuove litanie. Mons. Negri: "Perché mettere in discussione tutto con continui cambi ed aggiunte?" | lafedequotidiana.it

Nuove litanie. Mons. Negri: “Perché mettere in discussione tutto con continui cambi ed aggiunte?”

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“Difficile che il popolo di Dio possa capirne la ragione. Io non lo avrei fatto”: Monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara- Comacchio commenta così la novità introdotta per volontà del Papa nelle Litania Lauretane, quelle litanie che dalla fine del 1500 si recitano alla fine del Rosario. La Congregazione del Culto Divino e Disciplina dei sacramenti, infatti, ha stabilito, su input del pontefice tre nuove acclamazioni riferite a Maria: Mater misericordiae ( Madre di misericordia), Matei spesi ( Madre della speranza) e Solacium migrantium ( Consolazione dei migranti). Abbiamo chiesto in questa intervista che ci ha concesso un commento a Monsignor Luigi Negri.

Eccellenza Negri, la convince questa novità?

“Io non mi stupisco , ma preferisco andare alla radice, al perché. E ritengo che la motivazione affondi in un modo di pensare presente anche nella Chiesa mondano, legato alle cose del mondo e non a quelle celesti. All’immanente e non al trascendente. Inoltre e lo affermo senza polemica, la Chiesa ha sempre vissuto e vive la sua tradizione millenaria. Perché mettere in discussione tutto con continui cambi ed aggiunte?”.

La maggior parte dei migranti che arrivano è di religione musulmana. Pensa che sia sensato invocare Maria per loro?

“Maria, da questo punto di vista è amata da cattolici e musulmani che la rispettano. Da questa angolazione non sono preoccupato eccessivamente. Esiste un ecumenismo che unisce nel nome di Maria, cattolici e musulmani”.

Qual è l’essenziale?

“Non dimenticare chi è Maria per noi. Come le dicevo, non è un fatto mondano, ma la rappresentazione chiara che attraverso di Lei, Dio ci ama. Maria non ci abbandona mai, questa è la nostra sicurezza e Lei, da Madre, ci fa accettare le cose e le situazioni più gravose. Un uomo che si rapporta giornalmente con Maria non resta mai deluso “.

Lei avrebbe introdotto quella invocazione?

“No, se ne poteva fare a meno, perché rende le cose più complicate, ma non è un fatto eretico, sicuramente. Bisogna andare cauti nell’attribuire patenti di eresia”.

A che cosa risponde questa aggiunta?

“Probabilmente a voler assecondare, in chiave mondana, la logica del politicamente corretto”.

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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