Mons. Crispino Valenziano: “Anche nell’arte sacra lo spirito del Vaticano II non è stato assimilato”

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Monsignor Crispino Valenziano è uno degli esperti più autorevoli al mondo di arte sacra. Docente emerito di Antropologia Liturgica e spiritualità al Pontificio Ateneo Sant’ Anselmo di Roma, membro della Pontificia commissione Arte Sacra. Ha contribuito alla costruzione della chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo assieme all’architetto Renzo Piano. Con lui parliamo di arte sacra, cominciando appunto da San Giovanni Rotondo e Padre Pio.

Monsignor Valenziano, dopo aver contribuito assieme a Renzo Piano alla chiesa di Padre Pio, a che punto è l’ arte sacra in Puglia?

“E’, più o meno, allo stesso livello delle altre regioni, nè peggio, nè meglio. Certamente ricordo i tempi in cui quella chiesa fu edificata e vi erano tante aspettative, abbiamo ricevuto critiche anche aspre, ma il lavoro è stato bello e il risultato buono. La Puglia dal punto di vista dell’ arte sacra e dell’ arte in genere, è molto ricca. Il problema è un altro”.

Quale?

“ Non è l’ oggetto, ma lo spirito del Vaticano II che non è stato del tutto assimilato. L’ esecuzione di un’ opera deve dipendere dalla fedeltà al Concilio e spiacevolmente questo ancora non è accaduto e vi è chi non è disposto ad accettare il risultato del Concilio. Del resto sono passati settanta anni dalla fine del Concilio ed è in parte normale che non tutto sia stato assimilato. Però in Italia vi sono forze dentro la Chiesa  che vanno contro”.

Che stagione vive in Italia l’arte sacra?

“La fermo. Io non amo questo termine, sacro. Preferisco il vocabolo santo, del resto Dio è tre volte santo e non sacro. Poi pensi a quante immagini brutte e scadenti infittiscono la nostra iconografia. Una per tutte il Sacro Cuore di Gesù, ma le pare normale un cuore che galleggia? O certe immagini mariane segno del banale e del cattivo gusto? O di alcune apparizioni mariane dove Maria, nel Vangelo donna del silenzio, parla quasi ogni giorno?”.

L’arte sacra spaventa o per lo meno scoraggia i galleristi?

“ No. Occorre da parte di tutti maggior ricerca del bello, del divino, del santo, il tutto unito a buona tecnica. E soprattutto che si accorci la distanza tra Dio e uomo, Dio si è fatto piccolo ed incarnato per noi. In ogni creazione artistica, religiosa o no, bisogna ricercare il bello ed il puro”.

Anche in vignette e fumetti?

“ Perché no. Molti libri di catechismo sono a fumetti. Quella del fumetto, se ben fatta, è una tecnica evoluta che può veicolare bene il pensiero”.

Lei ha collaborato anche con Renzo Piano. Cosa pensa di lui?

“ La sua opera non è stata  del tutto assimilata, occorre tempo”.

Bruno Volpe

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