“Il Papa di Fatima, vita di Karol Wojtila”, il nuovo libro di Renzo Allegri

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Da inviato e giornalista di razza, ha seguito, con ottimi resoconti tutto il lungo pontificato di Giovanni Paolo II. Parliamo del giornalista Renzo Allegri, autore del libro “Il Papa di Fatima, vita di Karol Wojtila”.

Allegri, sin dal primo giorno dopo l’ elezione al soglio di Pietro lei ha redatto servizi su Giovanni Paolo II. Che idea ha ricavato?

” Appena si seppe della sua elezione, il direttore di Gente mi spedì a Roma e da allora sono stato sempre  alle costole del Papa polacco. Mi piacerebbe sottolinearne un aspetto che in questi giorni è poco ricordato”.

Prego..

” Sicuramente egli fu eccellente uomo di Chiesa, immenso pontefice, ma fu anche grandissimo uomo di cultura, filosofia, teatro e poesia, probabilmente uno dei migliori del suo Paese. Questo lo si deve certamente al suo passato e alla gioventù. Amava tantissimo il teatro ed ha anche recitato”.

Da un punto di vista politico ha contribuito alla caduta del regime comunista e del muro di Berlino..

” Ma lo ha fatto con stile e grande intelligenza, tipica degli orientali, senza andare frontalmente in rotta di collisione col sistema. Pensi che lui fu eletto cardinale proprio col consenso del partito comunista de suo Paese. Quando, infatti, si trattava di nominare un nuovo cardinale della Polonia, la gerarchia cattolica come tradizione del tempo, sondò il partito comunista polacco. Altri nomi furono scartati, mentre il regime non si oppose su di lui reputandolo uno sportivo e inoffensivo. E fece male i conti. Paradossalmente colui che eliminò quel regime venne eletto proprio col suo beneplacito. Del resto è molto illuminante che, quando in Polonia il regime non volle autorizzare la processione con il quadro della Madonna  nera di Jasna Gora, Karol organizzò la processione con la sola cornice, una ironica sfida”.

Era un mistico come tanti dicono?

” Testimonianze riferiscono e sono tutte concordi che quando pregava, entrava in estasi. E spesso la notte dopo essere stato nella sua cappella privata in Vaticano, sdraiato al suolo come gli orientali, doveva essere portato di peso a letto dai collaboratori”.

Che carattere aveva?

” Sapeva sorridere, e stupirsi, davanti a tutto e alla bellezza della natura. Ricordo il suo sorriso sulle nevi della Marmolada che amava tanto da perfetto sciatore. In ogni caso, e lo ripeto, i lati che maggiormente voglio segnalare sono l’ uomo di cultura, il poeta raffinato e il drammaturgo.”.

Riassumendo in un titolo?

” Un campione della fede e della cultura”.

Bruno Volpe

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Bruno Volpe

Bruno Volpe

Giornalista ed impiegato nel settore dell’Import-Export Trade.

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