Il Papa: le mafie, sfruttando la pandemia, si stanno arricchendo con la corruzione

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Il primo marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Ricorre il 21 marzo perché è il giorno in cui finisce l’inverno e inizia la primavera. E dunque richiama al risveglio della memoria e all’impegno contro le mafie, ricordando  le vittime innocenti.

Francesco ricorda anche l’impegno dei suoi predecessori contro le mafie: San Giovanni Paolo II denunciò la loro “cultura di morte” e Benedetto XVI le condannò come “strade di morte”. Per il Papa “queste strutture di peccato, strutture mafiose, contrarie al Vangelo di Cristo, scambiano la fede con l’idolatria”. Infine, l’invito del Pontefice :

Oggi facciamo memoria di tutte le vittime e rinnoviamo il nostro impegno contro le mafie.

“Estirpare le mafie è possibile e necessario. L’azione di contrasto comincia dal rifiuto di quel metodo che nega dignità alla persona, dal rifiuto della compromissione, della reticenza, dell’opportunismo”. Così scrive il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nella sua dichiarazione per l’odierna Giornata. “Solo quando le organizzazioni criminali verranno estirpate dai nostri territori – aggiunge il capo dello Stato – potremo dire di aver onorato davvero la memoria di tutte le vittime di mafia”.

Stamattina, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, insieme ad alcuni familiari delle vittime di mafia, ha depositato un fascio di fiori alla Casa del Jazz di Roma davanti alla lapide con i nomi delle vittime innocenti delle mafie.  Il luogo, un bene confiscato alla Banda della Magliana, ha spiegato don Ciotti, é quello in cui “nel 2015 con il presidente della Repubblica Ciampi abbiamo voluto che ci fosse all’entrata una lapide per ricordare i nomi delle vittime . Sono 640 e quel giorno ci siamo augurati che si potesse mettere un punto, invece oggi abbiamo ricordato 1031 nomi, vittime della violenza mafiosa”. Altri nomi, altre storie, altri volti, altre fatiche, ha ricordato il presidente di Libera, che si sono aggiunti a quell’elenco. “Nomi a noi cari che devono graffiare le nostre coscienze”.  Don Ciotti ha anche esortato a inondare la società e le nostre comunità di segni di fiducia e di speranza nel futuro e più impegno e coraggio nel presente. “Dobbiamo trovare più risposte comuni che ci permettono di reagire e sanare le mancanze e i ritardi che ci sono ancora forti nel nostro Paese” ha aggiunto. (VATICANNEWS)

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Massimo Notaristefani

Massimo Notaristefani

Laureato in comunicazione, appassionato di giornalismo e cattolico!

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