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IL VANGELO DEL GIORNO: domenica 13 ottobre 

XXVIII Domenica del tempo Ordinato 

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Oggi il vangelo racconta che, mentre Gesù è in viaggio verso Gerusalemme esce un gruppo di lebbrosi che da lontano, per evitare il contagio, rispettando quindi le norme del Levitico, vengono comunque incontro a Gesù, tutti insieme. Sono 10, simbolo dell’umanità. 

La lebbra è una malattia che nell’antichità aveva anche un carattere esistenziale per la sua caratteristica di contagio e come segno dell’umanità malata che cerca purificazione. A volte le nostre malattie, i nostri dolori ci accomunano, ci mettono tutti sulla via che ci fa sentire bisognosi e chissà, magari, come in questo brano, si arriva a situazioni disperate, che ci fanno gridare verso Gesù. E Gesù non li guarisce subito, ma chiede  ai lebbrosi di far certificare la guarigione al tempio dai sacerdoti. E’ una richiesta assurda, perché di fatto la guarigione ancora non è avvenuta! Questo è molto interessante: la guarigione non è una magia, è un atto di fede. E’ un mettersi in cammino, accettare di essere in cammino. Ed è camminando che si trova la guarigione: non ci si può attaccare alle cose o alle persone, alle regole ufficiali, ai luoghi.

La guarigione è una percezione del cuore che trova poi risvolti esterni. E quì il vangelo ce lo indica, affermando che uno solo tra i 10 lebbrosi, mentre gli altri nove vanno ancora verso Gerusalemme, verso il tempio, uno solo si vede guarito. A un certo punto nel cammino della vita possiamo capire che in te qualcosa è cambiato e non possiamo continuare a camminare ancora nella direzione di tutta l’umanità che ancora si sente malata: ti senti dentro il “girare”, di “svoltare” direzione. Questa è la conversione: cominciare a vedere la vita con occhi nuovi, non come la vedono tutti. Come è possibile questo? Ce lo mostra questo lebbroso samaritano: non và a Gerusalemme, ma torna indietro a ringrazia re Gesù. E perché torna indietro? Innanzi tutto perché è straniero: non ha le regole degli altri, non ha un tempio!  Lui ha solo Gesù, e ci mostra che solo Gesù è il vero tempio di Dio e noi siamo innestati in Lui. Così lo straniero guarito oggi è la chiave di lettura di questo Vangelo che ci mostra come accogliere la salvezza: con la gratitudine di chi sente di aver ricevuto un regalo che può essere la guarigione fisica, ma è molto di più! E’ vedere la vita, dicevo, con occhi nuovi, sapere che Dio ci viene incontro in Gesù e ci salva, noi che siamo semplice umanità, noi che siamo tutti ospiti su questa terra, ospiti di Dio che ci dona un luogo in cui abitare, un tempo per vivere, una famiglia da cui siamo nati, una fraternità da vivere con altri cristiani. Siamo tutti stranieri per Dio! Ecco cosa ci impariamo dal Vangelo in questa domenica, ecco cosa oggi possiamo celebrare, con gratitudine! La nostra vita è precaria non solo per la questione della malattia, ma perché nulla ci è dato in possesso definitivo e sapere questo per noi è importante, perché ci fa vivere il privilegio di sentirci amati oggi, per quello che riceviamo ogni giorno! Allora ecco che nel cammino che questo Vangelo ci fa fare, c’è molta profondità perché ci rendiamo conto che se ci rivolgiamo al Signore quando ci sentiamo immersi nel male e nell’isolamento, nella tristezza e nel giudizio degli altri, possiamo uscire da questo nostro male se cominciamo a metterci in cammino, se decidiamo di seguire i consigli di chi ci ama. Solo così possiamo arrivare a percepire un cambiamento dentro di noi, mentre camminiamo e da quel momento cambiamo il modo di vivere, cambiamo anche direzione! Sì, perché tutto diventa occasione per dire grazie, tutto ci apre alla gioia della gratitudine e della lode verso Dio che ci ama e si prende cura di noi. Allora oggi la nostra eucaristia domenicale che sia celebrazione del nostro Dio che ci dona una visione nuova sulla nostra umanità! Che oggi sia festa nel cuore di tutti i convocati dal Signore a messa, perché Lui ci ha donato più della salute, ci ha donato la salvezza e oggi ci fa gustare insieme le delizie del Paradiso! Buona domenica! 

Lc 17, 11-19 

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

 

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