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IL VANGELO DEL GIORNO: sabato 12 ottobre 2019

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Il vangelo di oggi è molto breve, però ha un significato molto profondo. Si tratta di un’interruzione improvvisa di una donna mentre Gesù stava parlando. Innanzi tutto si nota un’interruzione del discorso di Gesù che non è opportuno e in qualche modo non potrebbe essere neppure permesso a una donna, a meno che non sia una donna che avesse confidenza col Maestro o con la sua famiglia, dato che si nomina la madre di Gesù. Alcuni testi apocrifi infatti identificano questa donna con una vicina di casa di Maria di Nazaret. Esattamente con la madre di un certo Dimas, il giovane ribelle galileo che, dopo aver fatto una vita di stragi e di rapine, di violenze, viene crocifisso accanto a Gesù e da Lui fu introdotto in Paradiso per aver chiesto al Signore di ricordarsi di Lui quando sarebbe ebtrato nel Suo Regno, come si racconta in Lc 23,39-43. Se il racconto apocrifo fosse vero, questa esclamazione che riporta il Vangelo oggi ci appare più come una preghiera di una madre disperata che è in profonda ammirazione della maternità di Maria, piuttosto che un’interruzione importuna fatta la Maestro. Una maternità felice quella di Maria perché vede suo figlio vivere la sua missione. Certo, anche Maria sicuramente non vedeva molto suo figlio, ma poteva essere felice per il bene che faceva alla gente, lei invece aveva un figlio che non rispettava Dio, non rispettava le persone, non rispettava nessuno! E questa è la più grande disperazione di una madre. Anche oggi ci sono madri disperate, madri che si sentono in colpa per aver educato male i loro figli e non averli nutriti e allattati con amore. “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”, dice questa donna, come se ci fosse solo una madre ad avere un grembo e un seno che diventano beatitudine. Tutte le madri vivono questa beatitudine! E allora Gesù consola questa madre, e con lei consola tutti noi. Non solo indicandoci che l’ascolto e la pratica della Parola di Dio sono la beatitudine del grembo e del seno di Maria, ma comunicando al nostro cuore il vero senso della maternità di maria e della maternità in generale. Essere madri non vuol dire solo partorire bambini, curarli e nutrirli. Certo! E’ necessario, però la maternità che ci ottiene la beatitudine e la gioia di generare, allattare, nutrire, far crescere e consegnare alla vita un piccolo uomo che è chiamato ad abitare questa terra è l’accoglienza della Parola di Dio nel nostro cuore, la capacità di farsi partorire, allattare, nutrire e consegnare da Dio! Questa è la beatitudine vera: lasciarsi fare da Dio, come ha fatto proprio Gesù! Ma c’è ancora di più! In questa capacità di ascolto e di obbedienza alla Parola di Dio, anche io e te possiamo diventare madri beate, madri felici. S. Francesco d’Assisi, nella Regola scritta per i suoi frati, raccomanda che i frati siano gli uni per gli altri come delle madri. Chiediamo allora oggi che il Signore ci doni di renderci così attenti gli uni verso gli altri che possiamo dire l’uno dell’altro quello che questa donna ha detto di Maria perché, come diceva Santa Teresina, “il tesoro della madre appartiene ai suoi figli“. Se Maria è veramente beata perché ha avuto il dono della maternità è perché questo dono è anche per noi. Preghiamo oggi perché possiamo avere questo dono di tenerezza gli uni per gli altri e preghiamo anche per quelle madri che non vivono la beatitudine nella loro maternità perché Gesù le consoli, come ha fatto con questa donna nel Vangelo di oggi. Buon sabato!

Lc 11, 27-28

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!” Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”

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