Perucchietti: "Dal Papa mi sarei aspettata di più su Cina e coronavirus" | lafedequotidiana.it

Perucchietti: “Dal Papa mi sarei aspettata di più su Cina e coronavirus”

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“Dalla Chiesa cattolica e da Papa Francesco che ama il dibattito franco, la parresia, mi sarei aspettata qualche cosa di più sulla Cina e sul Covid 19”: lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato la giornalista e scrittrice Enrica Perucchietti che, assieme al noto avvocato milanese Luca D’Auria, ha da poco scritto e pubblicato un ottimo libro dal titolo “Coronavirus, il nemico invisibile” per i tipi di Uno editori.

La tesi di fondo è questa: non bisogna parteggiare per nessuna tesi e non esiste al momento una verità preconfezionata, tuttavia è giusto e necessario un dibattito franco e senza remore sulle cause della pandemia.

Perucchietti, Papa Francesco e la Chiesa cattolica invocano sempre coraggio e chiarezza nella valutazione delle circostanze della storia. Che cosa pensa dell’ atteggiamento tenuto in questa occasione?

“Dalla Chiesa cattolica e da Papa Francesco che ama il dibattito franco, onesto e leale, quella che definisce parresia, mi sarei aspettata qualche cosa di più sia sulla Cina che sul Covid 19. Magari è prudenza dettata dalle circostanze o da situazioni diplomatiche, vedremo”.

Tre cardinali asiatici, Zen, Bo e Ranjith con diverse sfumature e prospettive hanno lanciato accuse al partito comunista cinese e vi è chi ha chiesto persino il ristoro dei danni. Come se lo spiega?

“Se hanno parlato a quel modo e con tale forze significa che qualche elemento lo hanno e allora è importante che vadano avanti. Le ripeto che questo dibattito non deve essere ideologico, ma basato su libertà e responsabilità. In quanto al cardinale Bo ha ragione nel dire che la Cina si è mossa con discutibile ritardo per comunicare al mondo quanto accaduto al suo interno e tutto ciò ha creato danni enormi al mondo, non solo a noi”.

Insomma, i cardinali meritano ascolto…

“Certo, ben venga il loro contributo”.

Veniamo al libro. Da che tesi partite?

“Noi non abbiamo una tesi a priori. Non siamo complottisti, però diciamo a tutti: discutiamo, esaminiamo, ragioniamo senza schemi mentali. Ci sono anche elementi che fanno pensare a cause diverse da quelle naturali. Penso ad uno studio pubblicato nel 2017 su Nature dall’ autorevole David Ciranovsky il quale sosteneva che a Wuhan c’ erano preoccupazioni su un laboratorio”.

Si ha la sensazione che però su questi temi sia l’ informazione che la gente sia poco sensibile…

“Esiste un mainstream consolidato, sia nei giornali che nelle tv, dunque a livello di informazione che mette da parte la discussione, come se desse fastidio, con punte che pervengono alla censura o al muro di gomma. Lo trovo grave specie da un punto di vista giornalistico. Le ripeto che no non siamo per una tesi, ma invochiamo libertà di valutazione”.

Filmati di Leonardo, che cosa è accaduto?

“Li reputano fake news o comunque non conferenti. Insomma, oggi la Rai smentisce sé stessa e questo mi pare strano o imbarazzante. Per tornare alla c Chiesa cattolica ricordo che il Vangelo chiede la Verità”.

Bruno Volpe

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