Boscia (AMCI): “Il figlio non appartiene sono alla madre ma anche al padre”

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” Il figlio non appartiene solo alla mamma, ma  anche  al padre. Bisogna riscrivere  genitorialità e  sessualità”: il professor Filippo Maria Boscia, luminare di ginecologia, Presidente Nazionale dei Medici Cattolici insorge contro la scelta di togliere i manifesti di Pro Vita e Famiglia contro la pratica abortiva.

Professor Boscia: domenica scorsa si è celebrata la Giornata Mondiale per la Vita . Pro Vita e Famiglia, in varie città italiane, Bari inclusa, ha fatto affiggere manifesti contro i quali numerose associazioni sono insorte chiedendo ed ottenendo la rimozione. Che ne pensa?

” Che far togliere i manifesti non è giusto, è intollerante, anche le voci dissidenti vanno ascoltate e che occorre dire basta al pensiero unico. Nessuno  ha la verità in tasca. E’ bene cercare sempre il dialogo, ascoltare e auspicare la coesione secondo la logica del noi. Però le minoranze devono essere rispettate, sempre”.

Cosa ne pensa delle polemiche di questi giorni?

“Come dicevo, è giusto essere coesi sull’ idea del noi.  La vita sul nascere  riguarda tutti e va protetta, ogni , sia quella umana che quella delle piante, delle foreste, degli animali. Invece assistiamo ad una deriva, su quella umana, impressionante e tutto questo innegabilmente si ripercuote sulla natalità sempre più bassa. La vita umana ,lo ricordo, è sacra dal momento del concepimento alla fine naturale e quando sento il concetto di rottamazione sociale mi vengono i brividi. Quando si allude al massimo godimento, siamo nel terreno della ingiustizia”.

Il suo pensiero sull’aborto è ben noto…

“Il figlio non appartiene solo alla madre, ma anche al padre. In poche parole la decisione di abortire dovrebbe essere condivisa dall’ altro genitore . Il problema è che vanno riscritte genitorialità e sessualità. Spiacevolmente domina un pensiero unico aggressivo e violento che impone controvalori. Nessuno ha la verità in tasca e comunque le minoranze devono  essere rispettate in una società che vuole dirsi democratica”.

Bruno Volpe

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