Suor Anna Monia Alfieri: “Con la Buona Scuola di Renzi passi avanti, ma non è abbastanza”

alfieri“L’Italia, Paese europeo che di fatto nega alla famiglia il sacrosanto diritto alla scelta educativa. Cirinnà? Hanno perso tutti, anche gli omosessuali”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana suor  Anna Monia Alfieri, una delle più autorevoli studiose ed esperte italiane di scuola.

Suor Anna Monia, lei si occupa di scuola. Qual è il problema che reputa maggiormente  antipatico?

” Ve ne sono tanti, ma quello che mi fa inquietare maggiormente è la mancanza di possibilità di scelta educativa per le famiglie. Oggi chi iscrive i propri figli alla scuola paritaria paga sia la retta, che le tasse. Ci sta gente non abbiente che vorrebbe mandare i figli alla partitaria, ma non può per motivi economici e questo non è giusto”.

Cosa pensa della riforma renziana definita “La buona scuola”?

” Qualche timido segnale in avanti vi è stato, però siamo ancora lontani dal risultato. Renzi, per poter davvero parlare di buona scuola, dovrebbe andare a vedere cosa succede in Europa e  garantire alla famiglie italiane che la scelta tra scuola paritaria e pubblica sia realmente libera”.

Rispetto alla teoria del Gender che fa capolino nelle scuole, lei è preoccupata?

“Non mi assilla più di tanto questa questione e qui non si tratta di essere pro o contro il gender. Non entro nelle  scelte sessuali personali che sono problema individuale. Il vero nodo è altro. I genitori quando si parla di questo o di educazione sessuale, alla quale non sono contraria se ben fatta, devono sapere in anticipo di che cosa si parlerà, hanno il dovere ad essere avvisati e firmare il consenso. Resto  della idea che la scuola sia luogo di studio, l’educazione compete alle famiglie”.

Legge Cirinnà, che idea si è fatta?

” Oggi tendiamo ad omologare tutto col termine neutro e allora non ci sta niente di più ingiusto di quando si vogliono fare uguaglianze tra diseguali come diceva don Milani. La Cirinnà non ha garantito dei diritti, anzi li ha svuotati. E’ giusto rispettare le scelte umane e sessuali, ma è doveroso chiamare le cose col loro nome. Se io sono suor Monia non posso pretendere di farmi riconoscere con un altro nome. Con la Cirinnà hano perso tutti, sarebbe stato più bello se il Parlamento avesse  cercato di sanare la disoccupazione o garantito la libertà di scelta nella scuola , o si fosse occupato dei diversamente abili non svuotando di significato la famiglia. Penso che i primi ad essere delusi dalla Cirinnà siano proprio gli omosessuali”.

Qual è la sua opinione sul Family Day?

” E’ stato un bel momento, un grande passo in avanti. Peccato averlo portato ad un marchio o partito politico”.

Bruno Volpe

Una risposta

  1. signora

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