Padre Stramare: “Chi modifica il presepe lo fa per dare spettacolo e far parlare di sè”

“San Giuseppe e  Maria non erano migranti. Chi lo afferma ignora o strumentalizza il Vangelo”. Ecco l’affondo di  padre Tarcisio Stramare, oblato giuseppino, teologo, docente e biblista di assoluta fama, uno degli studiosi al mondo più autorevoli  di San Giuseppe.  Da poco ha pubblicato, per Shalom, un bel libro dal titolo: “San Giuseppe, fatto religioso e teologico”. Lo abbiamo intervistato.

Padre Stramare,  qualche sacerdote ha affermato che  Giuseppe e Maria sono da considerare migranti…

” Assolutamente no, non furono migranti. La Santa Famiglia si spostò per andare a rispondere ad un censimento che di fatto serviva ai romani a fini fiscali, per riscuotere le tasse in ragione del numero di persone censite. Anzi, il fatto che  vi andassero, significa che Giuseppe e Maria erano rispettosi della legge del tempo”.

E allora perchè tale accostamento?

” Chi  lo afferma  ignora o peggio strumentalizza il Vangelo. Oggi sono di moda i migranti e li si vuole vedere o mettere dappertutto e allora si inventano cose strane, persino con letture inappropriate del Vangelo e della vita dei santi. Accostare Maria e Giuseppe a migranti è fuorviante, certamente  segno di  scarsa conoscenza. Magari certe affermazioni ,  azzardate, fanno impressione sulla gente , piacciono, e allora ci si butta. Bisogna essere attenti a non inventare nulla “.

Presepe, ogni Natale ne arriva uno diverso…

” Vale  quello che dicevo prima. Il presepe è bello e semplice, ci fa riflettere sul mistero dell’Incarnazione. Eppure vi è chi sceglie interpretazioni stravaganti solo per fare spettacolo e far parlare di sè. Una specie di esibizionismo deleterio, come quello di annunciare la chiusura della chiesa la notte di Natale per motivi di protesta politica o vicinanza ai poveri. Una scemenza.  Le ripeto, qui si cerca  di strumentalizzare a fini di parte il  Vangelo, la Santa Famiglia ed il presepe. Ed anche certe omelie,  di cui si è parlato,  ricalcano questo modo  di  comportarsi”.

Lei ha da poco pubblicato per Shalom un bel libro dal titolo” San Giuseppe, fatto religioso e teologico”. Perchè quel titolo?

” Su San Giuseppe si dicono tante inesattezze. Persino un autorevole esponente di Chiesa recentemente ha detto che era un imprenditore. Allora ho voluto riassumere in questo tomo di 600 pagine sia la vita, sia gli aspetti teologici su San Giuseppe. Ho riferito dati statistici, notizie, documenti. Torno a ribadire:  di San Giuseppe si parla poco e talvolta male con notizie e storielle infondate. Occorre, al contrario, capirne la grandezza teologica”.

Maria e Giuseppe migranti?

” Ma basta. La Santa Famiglia non era fatta di migranti, andavano come  tutte le persone del loro tempo, a fare il censimento”.

Bruno Volpe

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