Don Francesco Giordano (Vita Umana Internazionale): “Con la Amoris Laetitia, rischio banalizzazione dell’aborto

vita-umana“Correre il rischio di banalizzare l’aborto, assassinio di una vita innocente, è grave.” Don Francesco Giordano, Direttore per l’Italia di Vita Umana Internazionale si mostra preoccupato in questa intervista a La Fede Quotidiana.

Don Francesco, in ottica cristiana che cosa è l’ aborto?

“ E’ l’assassinio di una vita innocente, in violazione del quinto Comandamento. Uccidere un bambino che ha diritto a venire al mondo e neppure può difendersi, è un atto abominevole e gravissimo. Ovviamente anche l’ eutanasia lo è”.

Un recente documento del Papa ha dato facoltà a tutti i sacerdoti di assolvere dal peccato di aborto…

“  Rispetto come è giusto che sia, la  scelta del Papa. Tuttavia, con il garbo che è dovuto, temo che questa decisione ci fa correre il rischio di banalizzare l’ aborto e potrebbe avere dunque dei riflessi e delle conseguenze gravi e negative , basta vedere come è stata recepita dalla opinione pubblica dominante ed anche dai media”.

Perchè?

“ Credo che nella Amoris Laetitia, ci sia dell’ambiguità. Sarebbe forse opportuno chiarire e  se del caso anche correggere. Certamente sta scritto che l’ aborto resta un peccato grave e nessuno avrebbe potuto affermare il contrario, ma dopo si apre all’ assoluzione da parte di tutti i sacerdoti,  si toglie il peccato riservato”.

Che cosa comporta?

“ Il fatto che prima l’aborto fosse uno dei peccati riservati mandava all’esterno un  segnale chiaro sulla sua gravità, poteva essere un deterrente. La decisione del Papa, ispirata alla misericordia, in un tempo tanto secolarizzato, potrebbe essere letta come un cedimento nei confronti del peccato. Occorre ribadire con fermezza che sull’ aborto e sul rispetto della sacralità della vita umana non si può transigere. L’aborto è del  Demonio che va contro l’uomo in odio a Dio. E’ una pratica satanica e infatti in molte cliniche abortiste si sono trovati rituali satanici”.

La Congregazione per il Clero, da poco, ha emanato un documento nel quale si dice che i sacerdoti non devono essere rigidi, che cosa ne pensa?

“ Non capisco. Certamente il prete  ha il dovere dell’accoglienza e della umanità, ma la dottrina per sua natura è rigida, come lo è la disciplina dei sacramenti. Le regole vanno rispettate, altrimenti corriamo il rischio di cadere nel relativismo, ciascuno si fa la sua verità . Arriviamo ad una deriva persino nichilista. La Chiesa deve essere e rimanere Chiesa senza voler piacere al mondo e dunque essere chiara. Chi ci vuol restare resti, chi non vuole, pazienza si accomodi. Penso che il vero problema sia quello delle ecclesiologia.  La Chiesa è da sempre custode della Verità  altrimenti a che cosa serve? Se non proteggiamo e  divulghiamo la sana e retta dottrina, cade giù tutto”.

Bruno Volpe

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