Colombia, parlano i vescovi: “i fedeli hanno il diritto di ricevere la comunione sulla lingua”

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In Colombia i vescovi hanno chiarito che sebbene raccomandino di ricevere la santa comunione sulla mano a causa del Coronavirus, i fedeli hanno il diritto di ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua.

Sabato 7 marzo, la Conferenza episcopale della Colombia ha impartito istruzioni sul coronavirus e sulla vita della Chiesa. Alcune raccomandazioni erano confuse, in particolare quella relativa al modo di ricevere il Corpo di Cristo, che sembrava un’imposizione: “La comunione eucaristica deve essere ricevuta nella mano. I sacerdoti devono istruire i fedeli su come farlo, in particolare sulla necessità della persona che riceve immediatamente l’ostia consacrata alla vista del ministro. Un’imposizione contraria all’istruzione Redemptionis Sacramentum, che riconosce la via della comunione come un diritto dei fedeli, non una prerogativa di vescovi o sacerdoti.

Mons. Elkin Álvarez , segretario della Conferenza episcopale della Colombia, ha in seguito chiarito quanto stabilito dalla Conferenza Episcopale Colombiana: “vogliamo che tutti i fedeli siano molto consapevoli. Raccomandiamo di ricevere la comunione sulla mano ma comprendiamo che ci sono alcuni fedeli che in nessun modo riceverebbero la comunione nelle loro mani. Quindi hanno il diritto di chiederla sulla lingua”.

Il dieci marzo la Conferenza Episcopale della Colombia ha specificato ulteriormente: “abbiamo invitato a comunicare preferibilmente nella mano, dopo la catechesi sul modo in cui dovrebbe essere fatto. Tuttavia, coloro che, per motivi diversi, esprimono il loro desiderio e la possibilità di non ricevere l’Eucaristia in questo modo, possono anche ricevere la comunione in bocca. Come la Chiesa ha insegnato, non sarà imposto per ricevere la comunione l’uno o l’altro modo”.

In Italia in molti si chiedono come mai questo diritto per i fedeli non sia rispettato, visto che ricevere il Corpo di Cristo sulla mano o sulla lingua è egualmente rischioso ai fini della trasmissione del Coronavirus.

Intervistato da La Fede Quotidiana il parroco e teologo don Alfredo Morselli ha spiegato l’obbligo di ricevere la Sacra Comunione in mano “è un grave abuso, perché contraddice le norme vigenti e non assicura per nulla l’immunità dal contagio. I virus possono vivere sulle superfici, sia delle mani, che degli oggetti (panche, maniglie etc). L’unico modo per essere sicuri è che il sacerdote disinfetti le dita ad ogni Santa Comunione e deponga sulla lingua dei fedeli la Particola, oppure in mano su un purificatoio. Questo provvedimento è una vera ferita ingiustificabile al cuore dei fedeli che hanno dispiacere a ricevere l’Ostia in mano”.

 

ANGELICA LA ROSA

 

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