Rettore del Santuario risponde a Morra sull'attacco a Salvini | lafedequotidiana.it

Rettore del Santuario risponde a Morra sull’attacco a Salvini

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Durante il dibattito per la crisi politica che ha portato il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, alle dimissioni il senatore del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra, ha affermato che Matteo Salvini ostentando il rosario avrebbe dato “un messaggio agli ‘Ndranghetisti”, specialmente in terra di Calabria dove c’è il santuario in cui la ‘ndrangheta “ha deciso di consegnarsi”. significherebbe “mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare”.

A Morra ha risposto prontamente lo stesso Ministro dell’Interno. “Io rifacendomi a Maria e al buon Dio, secondo Morra” – ha detto Salvini in diretta Facebook – “ho mandato un messaggio alla ndrangheta. Ma vi rendete conto? Ora in Calabria non si può pregare la Madonna. Alla faccia della libertà”.

Morra è stato subissato di critiche sul web ma anche da parte dello stesso rettore del Santuario incriminato.

“Le accuse di Morra ci offendono enormemente. Per attaccare Salvini si è servito di un luogo comune ignorando quanto le forze dell’ordine hanno fatto per liberare il santuario dalla profanazione della ‘ndrangheta”, ha detto all’Adnkronos don Tonino Saraco, rettore del santuario calabrese della Madonna di Polsi.

“Il problema” – ha detto il rettore del santuario di Polsi – “non è il fatto di esibire il rosario, cosa che peraltro Salvini ha fatto sempre. Il problema è che dopo anni si continua a dire che il santuario di Polsi è luogo dove si continua a riunire la ‘ndrangheta. Mi dispiace che l’abbia detto proprio il responsabile dell’Antimafia”.

“Il santuario è stato liberato dalla ‘Ndrangheta”, ha detto il rettore, e “lo dicono le stesse forze dell’ordine”. Quindi le affermazioni di Morra diventano “mancanza di rispetto nei confronti del lavoro fatto sino ad ora dalle forze dell’ordine. Questa la delusione maggiore. Gli sforzi che cerchiamo di fare per scongiurare questo accostamento vengono smontati da uscite di questo tipo. E quel che è peggio è che lo dice il responsabile della Commissione Antimafia. Non si può attaccare una persona come Salvini con delle assurdità. Chi viene a Polsi si sente offeso dalle accuse di Morra. Non mi sento offeso per la mancanza di rispetto del nostro lavoro ma per la mancanza di rispetto delle forze ordine e della magistratura. E poi Morra lo sa che due anni fa è venuto Minniti a Polsi dicendo in modo chiaro che è un luogo che appartiene allo Stato e non più alla ‘ndrangheta? Se ne è uscito con questa cosa per attaccare Salvini ma non può farlo così perchè ha detto a tutta Italia – se non al mondo intero – che il santuario di Polsi è luogo di incontro della ‘ndrangheta e allora mi sento offeso perchè se avessi la minima percezione che le cose stessero così non ci starei un minuto di più”.

 

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