L’omelia di Padre Faré sul Tabernacolo come luogo del riposo

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Pubblichiamo, con il permesso dell’autore, l’omelia di sabato 8 febbraio 2020 tenuta dal padre Giorgio Maria Faré (Santuario del Carmelo di Monza)

 

Padre Faré è un sacerdote Carmelitano Scalzo della Provincia lombarda

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Un pensiero su “L’omelia di Padre Faré sul Tabernacolo come luogo del riposo

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    21 Aprile 2020 in 11:44
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    grazie per le sue riflessioni, in questo periodo di riposo forzato ho più tempo per ascoltarla. Quanto mi piace il brano del Vangelo: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'”.Forse questo periodo di forzato riposo ci può aiutare a riprendere con maggiore vigore la preghiera, forse è proprio questo il momento in cui Gesù ci chiama a riposarci un po’. Abbiamo più tempo per stare in silenzio o in ascolto, anche ascoltare le sue riflessioni, o ascoltare le riflessioni sui Santi che più ci sono spiritualmente vicini (per me San Giovanni della Croce) e meditare in silenzio quello che ascoltiamo è come riposarsi accanto a Gesù, è uno stare con Lui in quel deserto che non è solitudine ma ricerca, è un deserto nel quale molte volte ci assale la paura, la tristezza, ma nel quale dobbiamo avere la certezza che non siamo soli. Per quanto riguarda il Dio punitivo è vero, molti cristiani rimangono legati al Dio che tanto è geloso che punisce fino a…., senza fare un passo in avanti. molte volte fa comodo così anche perché così si può dire che è Dio che punisce, che è Dio che manda le carestie ecc, a,vere la scusa di un Dio cattivo fa comodo, non sono io responsabile delle cose ma è Dio che le fa accadere. Non vado in Chiesa perché la Chiesa è quella dei no: no all’aborto, no al divorzio, no …Non si vuole vedere che questi sono tutti si, si alla vita, si al rispetto delle persone, non si vuole vedere che nella chiesa c’è un mondo di si, perché noi dobbiamo trovare delle giustificazioni per i nostri comportamenti, ed è poi più certamente più facile ascoltare un Benigni qualsiasi che mettersi a leggere i commenti, il cantico dei cantici diventa uno spettacolo, lo guarda un sacco di gente. che bello! questo è quello che conta, non importa cosa rimane, le parole sono come acqua che scorre veloce, non lasciano niente, ma in quel momento hanno raggiunto tante persone, questa è la cosa importante.

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