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Nel tempo di “50 Shades of grey”, se usiamo la parola sottomissione pensiamo unicamente ad un rapporto sessuale ai limiti, in cui una persona (non meglio specificato se uomo o donna) viene totalmente assoggettata all’altra.
Eppure, la sottomissione è l’unica via per un amore pieno e duraturo.

Submittere letteralmente significa “metter sotto”, ovvero ridurre ad uno stato di obbedienza al proprio dominio e, con più precisione, la persona sottomessa è definita da un’indole docile e remissiva, che rimette ad un’altra le decisioni e il controllo.

Nella lettera di Paolo agli Efesini, al capitolo 5, versetti 21-24, troviamo: “Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto”.

In questo passo si esplica perfettamente l’analogia del rapporto tra marito e moglie: come l’uomo tende a Dio con devozione e rispetto, così anche deve fare la donna nei riguardi di colui col quale, in questa terra, ha deciso di unirsi.
Con questo si dovrebbe presupporre che la scelta della persona con cui vivere “finché morte non vi separi” sia molto ponderata.

Un matrimonio, infatti, non si deve basare sullo slancio dell’innamoramento, sulla passione e sul desiderio, bensì su una comunione di anime che vada nella stessa direzione. Per tale motivo la donna deve sottomettersi: sfidare l’autorità del proprio marito è come sfidare Dio. Come una donna potrebbe contestare le decisioni del suo uomo, o mettere in dubbio la sua capacità di giudizio, allo stesso modo potrebbe fare un uomo nel suo rapportarsi con il Signore, e questo non è assolutamente Cristiano.

Sottomettersi, quindi, non ha l’accezione negativa del sopruso, ma designa un totale affidamento alle cure dell’altro, che con amore si occuperà della prosperità della propria famiglia.
Per tale motivo è importante ritornare ad una sana divisione di ruoli.

Nella società odierna, infatti, la parità tra uomo e donna non permette assolutamente che lei lasci il controllo della relazione a lui poiché, così facendo, sentirebbe vanificato il suo desiderio di realizzazione ed indipendenza. Il problema lo troviamo proprio nella parola indipendenza. Se sosteniamo questa propaganda alla singolarità, allora viene meno il desiderio del matrimonio, che presuppone due persone che necessitano vicendevolmente del proprio sostegno in virtù di una realizzazione comune. A tale scopo, ove possibile (per ragioni prettamente economiche), è importante che la donna possa realizzare se stessa tra le mura domestiche, prendendosi cura della casa, del marito e della prole. Solo così sarà reale la sottomissione al marito. In lui, infatti, troverà sostentamento, mentre, a sua volta, l’uomo troverà nella moglie ristoro alle sue fatiche.

 

Eleonora Cassani

 

4 pensiero su “La sottomissione: unica via per un amore pieno e duraturo”
  1. Il concetto della sottomissione della donna all’uomo sotto il profilo religioso non ha più senso, è arcaico e, per certi versi, violento perché costrittivo. La sottomissione in un rapporto di coppia nella società attuale deve essere paritarioe legato alla certezza di un reciproco spirito di benessere, mai di superiorità. Deve essere abiurato, rifiutato, respinto il reciproco modo di fare quando impostato sul “si fa come, dico, quando lo dico io, se lo dico io, e perché lo dico io”

    1. Marcello di carlo il concetto che hai espresso è sbagliato la donna non può essere libera di fare ciò che vuole in un rapporto di coppia ma deve stare “sottomessa” al marito. Sottomettersi, quindi, non ha l’accezione negativa del sopruso, ma designa un totale affidamento alle cure dell’altro, che con amore si occuperà della prosperità della propria famiglia.
      Per tale motivo è importante ritornare ad una sana divisione di ruoli. Ti invito a rileggere la storia di Adamo ed Eva per capire meglio la situazione. Gli errori della donna nella famiglia nascono proprio da questo desiderio sbagliato di indipendenza.

  2. Siete una manica di bigotti provenienti dal medioevo. Non capisco come possa essere anche solo concepibile un matrimonio, basato sulla sottomissione, e allo stesso tempo sano. Voi state male.

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