La scelta irreversibile delle Chiese di Sicilia contro la mentalità mafiosa

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Presieduti da mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania, dal 15 al 17 gennaio 2018 si sono svolti, presso la Sede di Corso Calatafimi a Palermo, i lavori della sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana (CESI). Essendo la prima Sessione del nuovo quinquennio pastorale 2018-2022, dopo la lettura ed

approvazione del Verbale della riunione precedente, il Segretario della Conferenza e Delegato per il Clero Mons. Carmelo Cuttitta ha presentato una ipotesi di lavoro delle Chiese di Sicilia sulla quale i Vescovi si sono confrontati stabilendo di coinvolgere gli organismi di partecipazione (Commissione Presbiterale Siciliana, Direttori degli uffici pastorali regionali, CISM, USMI, CIIS e Consulta Regionale per l’Apostolato dei Laici).

A seguito delle recenti elezioni regionali e in vista di quelle nazionali del 4 marzo, i Vescovi lanciano un appello alla comunità cristiana e agli uomini e alle donne di Sicilia. «Tutti dobbiamo avere a cuore il presente e l’avvenire della nostra comunità, di ogni comunità di cui facciamo parte. Avere a cuore significa innanzitutto informarsi, cercare di capire, chiedersi cosa ciascuno di noi possa concretamente fare. Ovviamente c’è chi ha responsabilità più grandi, c’è chi ha possibilità di intervento maggiore, ma tutti possiamo fare qualcosa. È necessario superare la tendenza a scaricare sempre sugli altri i doveri allo scopo di coinvolgersi in prima persona. Questo vale per tutti, per ogni gruppo» e anche per i vescovi della CESI.

«Vogliamo incoraggiare – scrivono i vescovi nel loro comunicato finale – ogni possibilità esistente, vogliamo attirare l’attenzione sulle tante difficoltà e sulle emergenze, vogliamo tutti impegnarci maggiormente nei riguardi delle nuove generazioni. I ragazzi, i giovani sono la ricchezza di un Paese, di una comunità. Non possiamo accettare che siano costretti ad andare altrove! È questa una priorità che dal punto di vista educativo e formativo, dal punto di vista sociale e da quello ecclesiale deve stare a cuore a tutti, ciascuno per le proprie competenze, ma tutti uniti in un impegno corale, che speriamo fecondo di bene».

Nel 2018 ricorrerà il XXV anniversario dell’Appello di S. Giovanni Paolo II ad Agrigento contro la Mafia. I vescovi della CESI hanno esaminato «una traccia di messaggio da redigere in occasione del venticinquesimo

anniversario dell’Appello di S. Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi del 9 maggio 1993. In questa occasione i Vescovi di Sicilia intendono proseguire e rilanciare l’eco di quel grido accorato del Santo Padre contro ogni forma di prevaricazione e violenza mafiosa per ribadire il messaggio evangelico di Gesù che è conversione, amore e perdono. Per tale ricorrenza i Vescovi si sono dati appuntamento ad Agrigento per ribadire la scelta irreversibile delle Chiese di Sicilia contro la mentalità mafiosa».

I vescovi della CESI hanno espresso solidarietà a Biagio Conte e alle persone in difficoltà scrivendo: «è di questi giorni la scelta del missionario laico Biagio Conte di dormire, digiunare e vegliare nelle intemperie di questo freddo periodo sotto i portici delle Poste centrali di Palermo per “schiaffeggiare – come da lui affermato – l’indifferenza verso chi muore per strada da solo, chi non ha una casa, chi non ha un lavoro”. Una testimonianza che interpella tutti e non soltanto le istituzioni. I Vescovi manifestano la loro solidarietà e auspicano l’agire solerte di uomini e donne di buona volontà impegnati in politica unicamente per il bene comune. Come segno concreto i Vescovi di Sicilia sostengono la raccolta di firme organizzata sul sito change.org per unirsi all’appello di Biagio e impegnare tutte le istituzioni a dare corso ad azioni concrete in favore di famiglie e persone senza alloggio».

Sugli stipendi d’oro dei deputati siciliani, i Vescovi siciliani scrivono: «attenti ascoltatori del grido dei poveri, manifestano convinta condivisione alla denuncia di quanti, anche presbiteri, hanno evidenziato la distanza tra il sentire della nostra gente e le prospettive di chi è interessato a salvaguardare i privilegi economici di pochi burocrati, a discapito di chi non ha un livello di vita dignitoso. Per parte loro le Chiese di Sicilia assicurano che continueranno a venire incontro alle diverse povertà, nelle forme suggerite localmente dalla fantasia della carità, utilizzando anche le risorse derivanti dai fondi dell’otto per mille che i contribuenti destinano alla Chiesa Cattolica».

In merito alla Beatificazione del siciliano don Luigi Sturzo, i Vescovi «hanno espresso vivo compiacimento per la conclusione dell’iter processuale diocesano della causa di beatificazione di don Luigi Sturzo. Il suo esempio e il suo pensiero spronino tutti, cittadini, amministratori e politici, ad una visione alta della politica quale atto di carità verso il prossimo».

Altre disposizioni hanno riguardo decisioni locali. Tuttavia merita il rilievo nazionale il centenario della nascita del Cardinale Salvatore Pappalardo. «Il 23 settembre 2018 ricorre il centenario della nascita del Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Palermo e Presidente per tanti anni della Conferenza Episcopale Siciliana. I Vescovi di Sicilia intendono ricordare l’impegno e l’opera instancabile del porporato in favore della inculturazione del Vangelo nella nostra terra. La ricorrenza sarà celebrata dalla Conferenza Episcopale Siciliana in collaborazione con la Facoltà Teologica di Sicilia, sorta per la sua tenacia e lungimiranza».

MATTEO ORLANDO

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