Il vescovo Tapsoba: “Giocare con il satanismo è come avvicinare la benzina al fuoco”

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tapsoba“ Ai genitori dei  bambini e a tutti dico: non sta bene giocare col demonio e il  satanismo, è pericoloso come avvicinare la benzina al fuoco.” Lo dice in questa intervista monsignor Basile Tapsoba, vescovo emerito del Burkina Faso,  esorcista, attualmente impegnato nella diocesi di Ascoli Piceno.

Eccellenza, nei negozi si vedono da tempo oggetti che richiamano al culto di Satana,  specie nei pressi della ricorrenza di Halloween, che cosa ne pensa?

“Ai genitori dei bambini e a tutti dico: non va bene giocare con il demonio e col satanismo, è pericoloso come avvicinare la benzina al fuoco. In quanto ad Halloween, oltre che priva di senso, è decisamente contraria al senso cristiano della vita. Penso che gran parte del suo affermarsi dipenda dal fatto che oggi da noi si prega poco e la fede sta scemando”.

I genitori che cosa possono fare?

“ Se davvero si definiscono credenti, non devono assecondare la richieste dei propri figli. Invece assistiamo al paradosso di  genitori che in settimana portano i figli al catechismo, e  dopo alle feste in onore di Satana”.

Sembra proprio che il satanismo sia in aumento, da che cosa dipende?

“ Perché si legge e si studia poco, nelle scuole manca istruzione in tal senso e questa società che solo a parole si definisce cristiana, vive molte volte in aperta opposizione a Dio, basti vedere certe leggi che sono approvate. Tutto quanto va contro il progetto di Dio, segue la logica e i desideri di Satana, anzi è satanico. Inoltre, cosa di non poco conto, in questo tempo si prega poco, talvolta non si prega affatto, e la fede è scemata. Insomma, siamo nel neo paganesimo e in tempo di scristianizzazione. Quando la fede viene a mancare, si crede in tutto”.

Qualche suo collega esorcista sostiene che molti preti non credono al diavolo…

“ Vero. Ne  se ne parla poco, come del resto accade per l’ Inferno. Sembra che le parole demonio e Inferno diano fastidio o non siano ben accette. Noi da pastori abbiamo il dovere di andare controcorrente e di annunciare quello che la gente non ama sentirsi dire e non gradisce. Non possiamo e non dobbiamo assecondare tutti solo per farci apprezzare o benvolere. In poche parole, è un guaio quando specie noi pastori accettiamo la logica del mondo. Bisogna sempre avere il coraggio di testimoniare la fede in pubblico anche se ci insultano o ci dicono che siamo antichi. Non bisogna mai nascondersi e ricordare che tutte le volte che andiamo contro Dio, scegliamo consapevolmente Satana”.

Bruno Volpe

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