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Il teologo Bux: “siamo stati messi in castigo per le sconcezze praticate…”

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“Da quando è scoppiata la pandemia mi dicono che sono diminuiti gli aborti e sono stati cancellati diversi gay pride”: centellina le parole il noto teologo e liturgista barese don Nicola Bux col quale parliamo di questa insolita Settimana Santa.

Don Nicola Bux che cosa è la Settimana Santa?

“E’ la Settimana Maggiore, la più importante dell’ anno liturgico, quella che gli orientali definiscono Grande Santa Settimana. Ci ripropone gli ultimi giorni del Signore dalla sua entrata in Gerusalemme, sino alla morte in Croce e successivamente ci porta alla bellezza della Pasqua. Il Signore è venuto per compiere la sua missione, il riscatto della umanità dalla schiavitù del peccato”.

Monsignor Bux, oggi si parla a dovere del peccato?

“No. Direi che esso è inversamente proporzionale al senso di Dio. Dunque se è venuto meno il senso del peccato, allo stesso tempo è venuto meno quello di Dio. La conseguenza è che quando accadono fatti come calamità, sciagure, malattie, pandemie tanti si domandano: ma dove è Dio? In verità bisognerebbe domandarsi dove sta l’uomo. Se accadono certe cose come alcune tragedie anche nella storia, sia per mano dell’uomo che per causa naturale, vuole dire che ci siamo allontanati da Dio. E dobbiamo fare i conti”.

Cioè?

“Mi dicono che da quanto è cominciata questa pandemia è iniziato il distanziamento sociale, i contatti sono vietati. Mi dicono che son diminuiti gli aborti e alcuni gay pride sono cancellati. Ricordo l’Ecclesiaste: c’ è un tempo per gli abbracci ed un tempo per astenersi dagli abbracci. E allora rispetto alle sconcezze che allegramente e in modo spensierato si facevamo prima, siamo stati messi in castigo come un bambino che la ha fatta grossa”.

Salvini ha detto che sarebbe stato opportuno celebrare la messa con popolo a Pasqua. Che ne pensa don Bux?

“Se ne discute e non è un male parlarne. Mi riportano che a Roma sono aperte le mense dei poveri dove avvengono assembramenti. E allora se funzionano le mense del corpo, non si capisce perché non debbano operare quelle dell’ anima. Insomma, per Pasqua si poteva considerare la possibilità di consentire lo svolgimento con popolo naturalmente con adeguati accorgimenti”.

A che cosa paragona l’attuale momento monsignor Bux?

“Al diluvio universale. Noi non possiamo dimenticare il modo di agire di Dio nella Sacra Scrittura, la quale per il credente è la Rivelazione. Si può dedurre che Dio o interviene direttamente o indirettamente nella storia. Mi sembra che questa pandemia sia come il diluvio universale, che Dio permise quale purificazione per poi ripristinare la violata Alleanza. E’ importante ricordare che Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Non vuole la nostra distruzione”.


Bruno Volpe

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