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Dopo il professor Aldo Loiodice, un altro docente di diritto costituzionale  prende le distanze dall’ l’ ennesimo dpcm di Conte, sul punto diritto di culto. Abbiamo intervistato il professor Luigi Volpe, docente di diritto costituzionale.

Professor Volpe, secondo il nuovo decreto del Capo del Governo, è possibile celebrare funerali in chiesa ( meglio se all’ aperto) con 15 persone, ma non le messe domenicali col popolo. E’ corretto?

” A mio avviso questa norma è in violazione  con la libertà di culto che viene compressa ed è un diritto costituzionale, ed è persino contraddittoria ed irragionevole”.

Cioè?

” Lo Stato sicuramente può normare sulle condizioni in cui far svolgere le funzioni religiose dal punto di vista sanitario e logistico, quali disposizioni adottare nel concreto per la regolamentazione igienica. Ma non ha alcun diritto di sconfinare nell’ ambito pastorale che per norma concordataria spetta solo alla chiesa e alle sue autorità”.

Spieghi meglio…

” Quando si dice funerale sì,  il funerale è una messa, celebrazione domenicale no, si entra in questo ambito, cioè quello della discrezionalità pastorale che tocca solo alla chiesa.”.

Lei dice che il provvedimento è irragionevole…

” Il provvedimento pecca di irragionevolezza in quanto non si comprende perché la messa di funerale non infetti e quella domenicale, magari limitata allo stesso numero di fedeli no. Ricordo a me stesso che i provvedimenti della P. A e questo lo è per sua natura, devono essere  ragionevoli”.

Se un prete celebra messa col popolo e viene sanzionato, può fare ricorso?

” Certamente e può vincerlo, viste le basi di questo  atto. Tutti i provvedimenti che limitano diritti della persona vanno adottati con legge e non con dpcm”

Vede un abuso di normazione per decreto?

” Sì, lo hanno detto altri docenti  e un ruolo molto defilato del Parlamento. Qui c’è  un abuso nelle fonti della normazione”.

Stiamo entrando in un sistema autoritario?

” Non entro in valutazioni che fanno parte di categorie politiche. Però certamente si nota un protagonismo normativo abnorme dell’ esecutivo”.

Bruno Volpe

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