Il prete antiusura don Antonio D’Urso: “Lo Stato è il primo vero biscazziere”

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Antonio D'Urso“Lo Stato italiano? E’ il primo vero biscazziere”. Non le manda certamente a dire monsignor Alberto D’Urso, il coraggioso prete anti usura. Con lui esaminiamo la piaga della ludopatia che la Consulta Anti Usura ha studiato a lungo.

Monsignor D’Urso, perchè Stato biscazziere?

“Perchè favorisce i guadagni dei gestori e soprattutto non sa nemmeno incamerare soldi, li regala ai gestori”.

A che cosa porta la ludopatia?

“Distrugge poco alla volta,ma progressivamente la persona,le toglie la dignità e noi abbiamo il dovere di salvaguardare la dignità della gente, il benessere fisico e morale dell’individuo. Lo Stato italiano tollera un giro di affari di 100 milioni di euro legati al gioco d’ azzardo”.

Perchè si gioca?

“Specie in tempi di crisi il ricorso alla fortuna é naturale. Poco alla volta, questo giocare spinge a forme compulsivesenza freni,eccitanti. Si crede che col ricorso alla fortuna si possano risolvere di incanto tutti i problemi,un errore tragico. Una volta entrati in questa spirale diventa difficile poi uscirne”.

Azzardo,dunque, in crescita esponenziale…

“Lo Stato, al posto di creare lavoro, crea gratta e vinci. Si tratta di una pubblicità ingannevole, anche nei programmi della tv: si fa credere che ogni cosa possa risolversi mediante la sorte o l’indovinare il contenuto di un pacco”.

Per sconfiggere il gioco d’azzardo basta solo il volontariato nelle parrocchie?

“Io ho istituito una consulta parrocchiale con esperti sulla ludopatia, altrettanto fanno altre realtà parrocchiali, ma bisogna che sia lo Stato ad attivarsi. Il volontariato é lodevole, ma non basta”.

Tanti usurati sono vittime dell’azzardo…

“Infatti é così. La Consulta Anti Usura ha recentemente scritto al Ministro della salute affinchè  inserisca nel piano anti ludopatia persone che siano davvero in prima linea ogni giorno, che conoscano il problema anche dal punto di vista della usura. Ma sino ad oggi, purtroppo, nessuna risposta”.

Bruno Volpe

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