Giuliva Di Berardino sul seguito femminile di Gesù | lafedequotidiana.it

Giuliva Di Berardino sul seguito femminile di Gesù

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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno

Versione audio

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Versione testuale

IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 20 settembre 2019 

Il vangelo di oggi ci parla del seguito femminile di Gesù, che di fatto è una delle novità del suo ministero. Quello del seguito femminile di Gesù, forse noi non ne percepiamo l’importanza oggi, ma dobbiamo sapere che è stato un tema che ha fatto discutere i maestri spirituali del tempo di Gesù, e anche dopo! Per questo il vangelo segnala questo aspetto nuovo del seguito femminile in relazione alla predicazione specifica di Gesù, come uno dei maggiori elementi di onore che il Maestro dona ai poveri, ai peccatori e agli esclusi dalla società del suo tempo. Sappiamo infatti che proprio tra gli esclusi erano i malati e le donne, insieme ai bambini. Ecco dunque che il Vangelo, dopo aver parlato della tenerezza con cui Gesù si rivolge alla donna peccatrice, ci racconta che il Maestro andava ovunque, nei piccoli villaggi come nelle grandi città della Galilea, annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio, ma non lo faceva da solo, perché coinvolgeva nella sua missione altre persone: i Dodici e le donne. Ed è questo coinvolgimento che Gesù provocava a rendere il suo passaggio e la sua azione  la manifestazione del Regno di Dio che viene in mezzo a questa umanità. Le donne che seguono Cristo, sembra quindi emergere questo dal Vangelo, hanno uno stretto legame con il Regno di Dio che viene. Luca ci fa capire infatti che il fondamento del coinvolgimento umano intorno a Gesù è stato possibile proprio grazie al seguito femminile che Gesù stesso ha voluto con sè. L’espressione evangelica “Seguire Gesù” significa proprio camminare verso il Regno, allo stesso passo, dietro il Maestro. E le donne camminano con Gesù, guardano il comportamento del Maestro, ogni suo movimento, e restano con Lui, in ogni situazione, anche, perfino, sotto la croce. E queste donne hanno un nome, un volto, una storia, un posto preciso. E’ chiaro che Luca non parla di un gruppo generico, ma ci sono nomi di donne, e i nomi dicono dei volti, delle storie, delle relazioni. Alcuni studiosi affermano infatti, che nella comunità di Luca le donne dovevano avere un peso importante per la gestione della comunità, e queste donne citate in questo Vangelo erano conosciute e riconosciute come figure importanti nella tradizione cristiana, tanto che di loro, nel testo originale greco, si afferma che “servono Gesù con i loro beni”, dove il verbo del servizio indica un ministero di comunione con Cristo stesso, che è venuto per servire e non per essere servito. Ecco dunque che noi oggi, quando leggiamo questo testo, non possiamo non pensarci contagiati nella sequela di Gesù, insieme a queste donne, non possiamo non pensarci dentro il dono di tutto ciò che era il frutto dei lavori di queste donne che offrivano a Gesù, e a tutta la comunità che Lo seguiva. Tutto quello che avevano per vivere lo mettevano a disposizione di Gesù e della comunità. La bellezza di questa gratuità, e soprattutto la libertà delle relazioni che queste donne sante sono state capaci di stabilire con Gesù e con gli apostoli, con i discepoli ci affascina e ci chiama insieme a loro, a coinvolgerci con più amore nel seguito di Cristo. Allora oggi cerchiamo anche noi la bellezza di queste donne, delle loro attenzioni, dei loro sacrifici, dei loro doni per Gesù, per tutta la comunità che Lui ci dona. Chiediamo oggi lo Spirito Santo perché riempia il nostro cuore di gratuità, perché imitiamo anche noi queste donne nell’aiuto, nel coinvolgimento di chi ci sta vicino, con tenerezza e gioia, al seguito di Gesù. 

Lc 8, 1-3 

In quel tempo, Gesù se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

 

Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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