Giuliva Di Berardino: “ognuno di noi è chiamato a diventare luogo di relazioni”

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IL VANGELO DEL GIORNO: martedì 10 dicembre 

Beata Vergine Maria di Loreto 

Mt 18, 12-14 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli”.

Oggi la liturgia fa memoria della Vergine Maria venerata nella Santa Casa di Loreto, in cui sorge oggi un santuario che si presenta come un collegamento della casa di Nazareth, lì dove Maria ha concepito il Verbo di Dio. E’ questa quindi una memoria che si situa nel cammino dell’Avvento in modo non casuale, perché ognuno di noi, come Maria, è chiamato a diventare “casa“, cioè luogo di relazioni, luogo in cui la  pace diventa vita quotidiana, accoglienza serena e gioiosa di tutti. La tradizione che si lega al santuario della Santa Casa di Loreto è abbastanza antica e affascinante. Narrata da una cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano, che a sua volta l’aveva desunta da una vecchia ‘tabula’ consumata, risalente al 1300, raccontata dalla visione di un’eremita, fra’ Paolo della Selva, ci racconta che questo eremita avrebbe avuto la visione di quella che viene chiamata la “traslazione della Casa di Maria” da Nazareth a Loreto, nel 1296. Oggi è certo che questo evento della traslazione può essere considerato leggendario, ma la casa di Maria a Loreto è comunque un santuario di grande venerazione perché comunque è sicuro che si tratta di una piccola chiesa, interna al grande santuario, costruita con alcuni mattoni portati in Italia dagli antichi crociati. Tutto questo ci attesta, appunto, una devozione mariana molto sentita per tutto il Medioevo in Italia, se non altro perché la visita al santuario di Loreto, già dall’antichità, assicurava il conseguimento delle stesse indulgenze che i pellegrini avrebbero potuto ottenere recandosi in Terra Santa. La santa casa quindi è stata sempre considerata come il “collegamento angelico” tra Palestina e Italia, avvenuto in modo prodigioso, che và sotto il nome di “traslazione“. La cosa che mi ha stupito e che condivido con voi oggi è che, cercando sul dizionario la parola “traslazione”, ho trovato queste parole: “il trasporto avvenuto per circostanze miracolose della casa di Maria Vergine da Nazareth a Loreto”. Questo significato è inserito nel dizionario della lingua italiana! Questo non può che confermare quanto può essere stato importante il racconto di questa visione nella fede mariana del nostro Paese lungo i secoli. Oggi dunque, pur sapendo che sicuramente si tratta di un racconto leggendario, non possiamo negare la potenza della fede che si percepisce in questo santuario e anche in questa visione. Se ci pensiamo bene, il fatto che la casa di Maria si sia creduta come “traslata” da un luogo fisico a un altro luogo fisico, ci dice molto della fede che il nostro popolo italiano ha avuto in Maria e nella sua maternità: una fede che è accoglienza, che è relazione, una fede che crea famiglia, che crea casa! E questo è anche il messaggio che il Vangelo ci propone oggi: Dio ci fa tornare a casa, la Sua azione misericordiosa non ci lascia vagare nel buio, perché, come ha fatto con questa pecorella della parabola, non permette che ci perdiamo lontano da Lui e dalle altre pecore! Oggi il Vangelo ce lo ricorda: Dio va in cerca di chi è perduto e lo fa con l’amore di un pastore, che desidera riunire i figli dispersi nell’unica casa, quella in cui il Verbo di fa carne, in cui tutti noi riceviamo vita nuova. E grazie anche a Maria! Ciascuno di noi quindi oggi è invitato a tornare alla casa, ad abitare la casa, a vivere la casa di Maria! Oggi il Vangelo ce lo mostra: la nostra umanità è comne quella pecorella che crede di essere smarrita, invece si trova ad essere amabilmente cercata, trovata, portata sulle spalle, innalzata dall’amore di Gesù. E come il Buon Pastore, oggi anche Maria, il tempio in cui Dio si fa carne, viene a cercarci, a innalzarci perché possiamo attendere con lei il Signore che viene, in questo Avvento di grazia. Chiediamo allora oggi a Maria che ci insegni ad essere anche noi, come lei, “casa di Dio” in questo mondo, perché possiamo imparare, come lei, a vivere di eternità nelle nostre relazioni quotidiane. Preghiamo insieme, perché la grazia di Maria, Casa di Dio tra gli uomini, ci faccia scoprire amati da Dio Padre, accolti dalla Sua Misericordiosa bontà per renderci più  accoglienti verso chi ha bisogno di noi. Buona giornata! 

 

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