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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno

Versione audio

Versione testuale

IL VANGELO DEL GIORNO: sabato 7 settembre 2019

Oggi troviamo nel vangelo il tema del sabato, dello Shabbat. Si tratta di un tema che assume una grande importanza in tutta la predicazione evangelica, tanto che possiamo chiederci: perché questa importanza data allo Shabbat? Innanzi tutto perché Gesù era ebreo, così come tutti gli apostoli, le donne, i discepoli che lo seguivano. Ma anche perché Gesù offre una diversa interpretazione dello Shabbat rispetto ai farisei, appoggiando alcune direttive date già dalla tradizione, in particolare profetica, che al suo tempo erano rimaste marginali anche a causa dell’influenza cultuale e politica del secondo tempio che, ai tempi di Gesù aveva una grande importanza per le attività rituali, per lo più sacrificali, che ad esso erano allegate. Gesù, dunque, cerca di guardare in profondità la questione dello Shabbat, perché anche noi oggi, come i farisei allora, possiamo aprire il cuore e la mente sulla realtà dello Shabbat, che per noi, è vero, può essere difficile da capire fino in fondo.  Gesù non insegna una via di purezza assoluta che ci mette la paura di contaminarci! Non vive il riposo sabbatico per essere più integro e perfetto rispetto a chi non lo vive, o chi lo vive male! Gesù vive lo Shabbat, e ha insegnato i suoi discepoli a viverlo, piuttosto come una possibilità per essere in comunione con Dio, e questa comunione con Dio, nello specifico insegnamento di Gesù, sta nell’assumere ed amare, in se stessi e negli altri, la fragilità, la miseria, il limite, la sofferenza, la malattia, la morte. Ecco cosa vuol dire: “il Figlio dell’uomo è signore del sabato”!  Il Figlio dell’uomo, cioè la fragilità assunta dal Figlio di Dio, la nostra miseria immersa nel cuore del Figlio di Dio, la fratellanza nella carne che il Figlio di Dio ha condiviso con tutti noi, questo è signore, cioè è il senso, il fondamento dello Shabbat. In giorno di Shabbat, infatti, Gesù è sceso agli inferi. Il sabato allora esiste per il compimento della salvezza, per la risurrezione della carne che, nella fede, è avvenuta grazie alla Risurrezione di Cristo, primizia dei Risorti, e che dovrà quindi compiersi pienamente alla fine dei tempi. Ce lo conferma la stessa predicazione profetica biblica, alla quale accennavo proprio all’inizio e alla quale Gesù si riferisce. Si tratta della predicazione apocalittica del libro del profeta Daniele, che ha un forte slancio escatologico in cui, per la prima volta nella storia, si profetizza di un “Figlio dell’uomo” che dovrà “venire dalle nubi, con potenza”, alla fine dei tempi. Allora questo nuovo giorno di sabato può essere anche per noi un sabato vissuto nella vera pace, perché questa pace può aprirci alla speranza futura del mondo che verrà. E’ solo scendendo agli inferi nel giorno di Shabbat, che Cristo ci ha donato la speranza del nostro futuro. Penso alla fede del santo monaco Silvano del Monte Athos: a quelli che gli chiedevano consigli dopo avergli raccontato le loro prove, le loro sofferenze, rispondeva sempre queste belle parole che vi lascio oggi:  “Tieni la tua anima negli inferi. E non diperare!”. Ecco, questa è la pace dello Shabbat. Che questa pace ci mostri la via e ci fortifichi, sempre di più, nella speranza.

Lc 6,1-5

Un giorno di sabato, Gesù passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: “Perché fate ciò che non è permesso di sabato?” Gesù rispose: “Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?” E diceva loro: “Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”.

Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestisce la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

 

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