Da Kibeho a Fatima a Medjugorie: dobbiamo guardare i segni dei tempi – di padre Giuseppe Tagliareni

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Non tutti sanno che la Madonna è apparsa in Africa, precisamente in Ruanda, a Kibeho, il 28 novembre 1981 ad una ragazza di 16 anni, Alphonsine Mumureke, e successivamente anche ad altre ragazze per tre anni, mentre Gesù apparve ad un ragazzo neanche battezzato, che poi prese il nome di Emmanuel. Le apparizioni della Madonna ad Alphonsine continuarono fino al 28.11.89. Diede vari messaggi non solo per loro, ma per il mondo intero. Quando Alphonsine, la prima volta, le chiese chi fosse, rispose: “Io sono la Madre del Verbo”. Secondo il racconto della ragazza, la Madonna esortò alla preghiera lei e poi le sue compagne. Predisse il futuro genocidio del Ruanda; parlò della necessità urgente della conversione. Disse pure di essere venuta per preparare la venuta di Gesù nella gloria. Ci furono molti fenomeni mistici, tra cui lunghi digiuni e “viaggi”, in cui furono ad alcuni di loro manifestati l’Inferno, il Purgatorio, il Paradiso.

Nei suoi messaggi la Madonna avrebbe detto fra l’altro: “Questo mondo è sull’orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi”…”Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrare la vera strada”.

Il 19 agosto 1982, i ragazzi riferirono di aver avuto delle visioni impressionanti: fiumi di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli e teste mozzate. In verità poco dopo vi fu un vero genocidio per odio tribale tra le etnie Tutsi e Hutu, che fecero circa un milione di vittime tra cui anche alcune delle veggenti. Kibeho non fu risparmiato dalla violenza omicida. Una volta passata la tempesta che devastò tutto il Ruanda, fu fatto il processo canonico lungo, severo e circostanziato sulle apparizioni, che esitò positivamente, anche con l’approvazione della Sacra Congregazione della Dottrina della Fede. Successi- vamente fu autorizzato il culto alla Madonna col titolo di “Nostra Signora di Kibeho” e “Nostra Signora dei Dolori”.

Il 31 maggio 2003, in occasione della consacrazione del Santuario di “Nostra Signora dei Dolori” edificato a Kibeho, alle 10 del mattino, durante la processione verso il nuovo santuario da consacrare, molti hanno testimoniato di aver visto, vicino al sole, un altro astro più piccolo, con le dimensioni della luna, lucentissimo, che danzava, girando intorno al sole, tra uno sfavillio di mille colori. Il fenomeno sarebbe durato otto minuti e sarebbe stato anche fotografato e filmato; questo fu interpretato come un “segno” del cielo, al pari di quanto accadde a Fatima il 13 ottobre 1917.

Non e possibile non collegare queste Apparizioni della Madonna a Kibeho (1981-1989) con quelle di Fatima (1917) e di Medjugorje (1981 fino ad oggi). La Madonna, da vera mamma si prende cura dei suoi figli sia per farli crescere forti nella fede, sia per preservarli dai pericoli incombenti, sia per prepararli ai tempi nuovi che si preparano. Chiede a tutti di tornare a Dio e lasciare la via del vizio e del peccato; chiede digiuni e penitenze; chiede preghiere per i peccatori; avverte dei pericoli che stiamo attraversando (la perdita della fede, le guerre e i genocidi, la crisi della famiglia e della gioventù in particolare, i castighi divini, ecc.); annunzia un profondo rinnovamento spirituale, un mondo nuovo che vedrà il trionfo del suo Cuore Immacolato e della pace; predice come prossima la seconda venuta di suo figlio Gesù nella gloria. Tutte cose di cui purtroppo non si parla molto nelle chiese, privando i fedeli che ancora le frequentano, di quella luce celeste che Dio ci dà per mezzo di Maria, per poter discernere i segni dei tempi ed essere preparati alle novità di Dio. Egli è il Signore della storia e farà nuove tutte le cose.

Padre Giuseppe Tagliareni

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2 pensieri riguardo “Da Kibeho a Fatima a Medjugorie: dobbiamo guardare i segni dei tempi – di padre Giuseppe Tagliareni

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    23 Maggio 2016 in 20:10
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    “Non si parla molto nelle chiese…”

    Direi che non se ne parla per niente. E se provi a parlarne, sei bollato come un arretrato medievale; non dagli atei – cosa normale – ma dai cattolici “moderni”. E non se ne parla molto neanche nella Chiesa, intesa come gerarchia. Se dobbiamo credere che siamo in un periodo di emergenza, che dobbiamo pregare e digiunare più che nei periodi “normali”, possibile che non ci sia un numero ragionevole di vescovi che faccia proprie queste iniziative, invece di andare dietro a cazzate varie, come i referendum sulle trivelle e il global warming, tanto per fare un esempio?

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    24 Maggio 2016 in 20:34
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    Nelle chiese, caro Padre Tagliareni, v’è l’apostasia dalla vera fede. Non si vuole più evangelizzare e far conoscere a bambini e adulti quelle verità che sono via al cielo. Per questo la Madonna interviene, ma rimane inascoltata, anche perché la gerarchia, senza voler generalizzare, non vuole accogliere i richiami materni della Madre di Dio. Lo stesso Papa Francesco, in una delle sue omelie mattutine, con scetticismo ha parlato di Madonna che farebbe la postina. Bisognerebbe ringraziare, invece, la Regina della Pace, che sta cercando di salvare la Chiesa da un collasso interno e le anime dalla dannazione eterna.

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