Coronavirus, don Bux: “Pandemia? Fa quasi rima con pandemonio”

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“Pandemia? Fa quasi rima con pandemonio, meditate”: lo dice in questa intervista il noto teologo barese don Nicola Bux a proposito del Coronavirus.

Don Bux, messe sospese. E’ d’accordo?

“Io cito e lo faccio  con grande ammirazione, i vescovi della Polonia che, al posto di sospenderle, le  hanno aumentate per evitare l’affollamento. Ricordo che sia la messa che il numero spingono come salutare medicina verso Dio. A mio avviso si sta ricalcando quello sciagurato slogan di una volta più messa, meno messe”.

Qual è l’effetto della messa?

“La messa aiuta, è una salutare pressione verso il Cielo perchè Dio rinfoderi la spada del castigo”.

Si può dare la comunione fuori della messa?

“Certamente sì ed anzi è un gran bene. Io stesso sto confessando e amministro la santa comunione, esiste un preciso rito per questo, fuori della messa”.

Che tempo stiamo vivendo?

“Quello assai delicato della prova. Io consiglio di meditare su questo. Il Signore ci mette alla prova, ci misura, ecco quella famigerata tentazione che con una maldestra traduzione si vuole eliminare dal  Padre Nostro. Una cattiva ed inopinata nuova traduzione.  Nel Padre Nostro, versione tradizionale noi chiediamo che Dio non ci introduca nella prova , questo è il significato di indurre, significa introdurre. La tentazione dunque è la prova di Dio che opera nella storia per valutare le nostra fede “.

Che cosa pensa della sospensione delle messe?

“Certamente la decisione è stata presa a fin di bene per evitare o limitare i casi di contagio, però vorrei capire maggiormente le motivazioni. La messa è salutare medicina per corpo ed anima e fa bene, guarisce è una spinta verso la salvezza”.

Pandemia..

“Pandemia fa quasi rima con pandemonio, fateci caso e qualcosa del demonio qui ci sta e spiego..”.

Spieghi..

“Se uno conosce bene la rivelazione, sa che a volte Dio distoglie lo sguardo da noi, si nasconde, e permette, lo permette lui, a Satana di agire, gli lascia spazio per provare la nostra fede anche con eventi negativi e  dannosi come questo. Un male a fin di bene, una sorta  di ammonimento. In sintesi Dio consente, non manda, il male, l’ opera di Satana, per capire che esito ha questo combattimento. Ha due esiti, chi si converte o chi si danna eternamente. Ricordate che al mondo non si muove foglia che Dio non voglia e che Lui scrive dritto su righe storte”.

Insomma lei che avrebbe fatto?

“Ripeto, fatta salva la buona fede che non metto in discussione, apprezzo la scelta dei vescovi polacchi che ne hanno aumentato il numero per non farle affollare, senza cedere al mondo “.

 

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

Un pensiero riguardo “Coronavirus, don Bux: “Pandemia? Fa quasi rima con pandemonio”

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    12 Marzo 2020 in 22:10
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    Mi permetto di dare alcuni suggerimenti:
    Ai Medici e Operatori Sanitari: consapevoli delle inscindibili componenti umane e spirituali della persona umana:
    – prestino attenzione (soprattutto, ma non solo, i cattolici) anche alle necessità spirituali dei loro malati e segnalino ai Cappellani l’opportunità del un loro intervento. A loro è affidata l’alto compito di testimoniare che Fede e Scienza, per loro natura, non sono in antagonismo ma in collaborazione, entrambe protese alla promozione dell’uomo e della vita
    Ai Cappellani Ospedalieri: in reciproca fiducia e in collaborazione con i Medici e il Personale Sanitario, anch’essi affidati alle loro cura pastorale:
    – con brevità e adottando le stesse precauzioni da loro praticate, non tralascino la visita al Malato, l’amministrazione dei Sacramenti (Assoluzione e Comunione eucaristica) nella forma indicata per i casi di grave necessità o urgenza, la pratica della Comunione spirituale, la Benedizione al Malato anche con formulari adattati alla malattia (meglio se dal Benedizionale)
    Ai Parroci: consapevoli che nel rispetto delle norme civili ma senza rinunciare al loro dovere-diritto di esercitare il loro ministero:
    – mantengano, sempre nell’osservanza delle norme igieniche e di prevenzione emanate, anche se limitati, gli orari di apertura delle Chiese per la preghiera personale e l’eventuale Comunione eucaristica del Fedele che la richieda
    – mantengano la visita agli anziani e ammalati nelle Famiglie che non siano in quarantena, anche coinvolgendo liberamente i Ministri straordinari dell’Eucaristia e i Volontari che desiderino aderirvi, sempre con la rigorosa osservanza delle norme emanate;
    Ai Vescovi e CEI: al fine di adempiere la missione che Cristo ha loro affidato e di non risultare loro stessi, per primi, dei Pastori disorientati o divisi e deludenti agli occhi dei Fedeli:
    – nel loro magistero, si dedichino con costanza e chiarezza innanzitutto alla diagnosi e alla cura delle gravi “pandemie” dottrinali, liturgiche, morali e civili che, da tempo, si sono prima insinuate poi diffuse nella Chiesa stessa, tra loro e tra i Fedeli. Si pensi ai “coronavirus”: delle convivenze famigliari, dei possibili anticoncezionali, delle benedizioni alle unioni omosessuali, dell’eucaristia concessa in condizioni di grave peccato, degli abusi liturgici spesso anche sacrileghi, della nascente nuova monoreligione universale, dell’ecologia pagana senza più né Creatore né Redentore, ecc ecc ecc
    – educhino le coscienze dei Fedeli fondandosi sull’attuale Catechismo della Chiesa Cattolica, ricordando che il rinnovamento della Chiesa lo fanno solo i Santi (non Pachamama, Maometto, …, e ritornando a presentazione dei “valori non negoziabili” ormai dimenticata. Ricordino che i loro silenzi sugli attuali errori nella Chiesa li rendono più che dei “pastori distributori di misericordia” dei veri “portatori incoscienti ma contagiosi dei rispettivi virus”
    – restituiscano ai Sacerdoti la loro missione di dispensatori della Parola e dei Sacramenti, la bellezza del loro celibato, la prontezza nel farsi trovare in Chiesa, lasciando alla vocazione laicale le mansioni anche caritative di tipo sociale o organizzativo, nelle cosiddette (e vaghe) periferie cittadine o esistenziali.
    – quanto alla presente epidemia, sorprende che sappiano solo emanare disposizioni pastorali restrittive come la soppressione delle Messe e manchino del tutto di disposizioni propositive, che ravvino la fede e conservino la ricchezza della grazia sacramentale, come quelle suggerite poco sopra.

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