"Gli artigiani del diavolo", l'allarme di Galeazzi e Bonaiuto sui pericoli delle sette | lafedequotidiana.it

“Gli artigiani del diavolo”, l’allarme di Galeazzi e Bonaiuto sui pericoli delle sette

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“Gli artigiani del diavolo – Come le sette manipolano l’Occidente” (Rubbettino) è l’ ultima e davvero suggestiva fatica del vaticanista de La Stampa Giacomo Galeazzi e del coraggioso don Aldo Bonaiuto, esorcista, da sempre in prima linea contro sette ed occultismo.

Il volume vuole essere, e ci riesce molto bene, una guida contro i pericoli delle sette con una analisi molto lucida ed articolata. Parte dal postulato che in Italia 13 milioni si rivolgono quotidianamente a cartomanti, guaritori, cialtroni vari “Quando non si crede a Dio, si finisce con il credere a tutto” diceva Chesterton e gli autori ricordano questa frase, sottolineando che l’ Occidente ormai scristianizzato e secolare si fa abbindolare.

Il volume tratta con accuratezza anche i pericoli del New Age, della fede fai da te, dell’esoterismo, dei Pentecostali e delle sciagurate celebrazione di Halloween

La Fede Quotidiana ha intervistato uno dei due autori, Giacomo Galeazzi

Che cosa vi ha spinti a scrivere questo libro?

Questo libro vuole essere una esortazione alla denuncia, al non banalizzare né sottovalutare determinati campanelli d’allarme e a osservare con attenzione i comportamenti di chi ci è accanto. Poiché il male, da solo, non si ferma. Attraverso testimonianze e approfondimenti scientifici, in “Gli artigiani del diavolo” sono state rintracciate e dettagliata- mente descritte le numerose porte d’accesso alle sette occulte disseminate nella società attuale. È stato, inoltre, ricostruito il quadro del sistematico e abilmente dissimulato attacco alla fede cattolica attraverso il ribaltamento strumentale di con- tenuti e fondamenta del bimillenario «depositum fidei».

E’ attuale il pericolo delle sette in Italia?

Assolutamente sì. E si rischia de cadere sempre di più nella trappola attraverso l’esca dei corsi di meditazione dei seminari intensivi, i vari social network dei gruppi di filosofie orientali, lo scouting delle sette tra gli appassionati di culti alternativi. Il credente tradizionale ha abbandonato il percorso difficile della coerenza, della fede unita alla ragione e sceglie di affidarsi al sensitivo di turno, al rivelatore di illusioni o a chi promette facili soluzioni che poi non si realizzano.

Che cosa è possibile fare per non farsi coinvolgere ed irretire?

Bisogna diffidare. Fare attenzione ai facili consigli, a coloro che attuano il cosiddetto “love boambing”, un insieme di attenzioni iniziali che si rivolgono al malcapitato di turno facendolo sentire unico e facendogli credere di aver trovato un contesto famigliare ideale, un amico speciale, al quale va bene qualsiasi cosa si fa o si dice. Cercare di trovare la forza in momento difficile della vita rivolgendosi agli affetti più cari e ai padri spirituali senza abbandonarsi e lasciarsi derubare da santoni o cartomanti.

Che cosa fare per venirne fuori?

Bisogna trovare la forza e il coraggio di uscire da questi tunnel, ma nessuno ci riesce da solo. Il Servizio Antisette fondato da Don Oreste Benzi nasce dall’esigenza di attivarsi nella lotta contro il dilagante fenomeno dei gruppi settari, che creano vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società. Don Oreste diceva che: «le sette sono uno “stato nello Stato” e coloro che comandano agiscono imperterriti sapendo che con la loro organizzazione possono ottenere ciò che vogliono. Gli adepti delle sette si trovano negli ambiti di lavoro più insospettabili e anche in certe stanze dei bottoni più elevate. Tutti coloro che fanno il male come scelta di vita e disprezzando Dio, vivono deliberatamente la loro vita contro Dio, sono potenziali adepti delle sette sataniche. I più deboli tra di loro, specialmente i giovani appena usciti dall’adolescenza, ne diventano facile preda. Vi invito a collaborare con noi attraverso il numero verde per aiutarci a combattere questa subdola forma di ingiustizia che miete vittime proprio tra i più deboli». Il Servizio «antisette» è impegnato in una continua opera di sensibilizzazione, formazione e rimozione delle cause, accogliendo, condividendo e accompagnando coloro che riescono a uscire da queste tenebre per ritornare a vivere nella luce. Da novembre del 2006 si è inoltre intensificata la collaborazione con la Polizia di Stato che ha istituito la Sas (Squadra anti sette). Si tratta di una task force che riceve le segnalazioni degli operatori del Numero Verde e mette a disposizione un pool di professionalità mirate tra agenti di polizia, analisti, investigatori e psicologi.

Qual è lo stato delle sette in America Latina e Brasile nel particolare?

Il Sud America è il posto dove esistono più gruppi settari e dove la crisi della Chiesa è intensa. Ricordiamo che nel maggio 2007, durante il viaggio apostolico in Brasile, Papa Ratzinger ribadì che «dove non esiste la fede in Gesù Cristo, manca l’essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici». Nel discorso rivolto ai vescovi brasiliani, incontrati nella cattedrale di San Paolo, osservo’ che i tempi erano difficili per la Chiesa, perché la vita sociale stava attraversando momenti di smarrimento sconcertante e che l’antidoto al proselitismo aggressive delle sette, motivo di giusta preoccupazione per la Chiesa brasiliana, era una pastorale dell’accoglienza che potesse aiutare le persone a sentire la Chiesa come un luogo privilegiato dell’incontro con Dio. Attualmente, gli esperti del fenomeno sostengono coloro che sono coinvolti in sette evangeliche già iniziato sono la maggior parte, nonostante il 40% dei cattolici del mondo si trovi in America Latina. Dietro l’elezione del primo Papa argentino della storia c’è purtroppo anche la perdita di importanza del cattolicesimo nell’intera regione e il rischio di una sua progressiva marginalizzazione.

Nel crescere delle sette vi è secondo voi una responsabilità della Chiesa cattolica?

Benedetto XVI è stato il primo a elencare tra i problemi la questione dei cattolici che abbandonano la vita ecclesiale, a causa della mancanza di un’evangelizzazione in cui Cristo e la sua Chiesa stiano al centro di ogni delucidazione affermando che i più vulnerabili al proselitismo aggressivo delle sette e incapaci di resistere agli assalti dell’agnosticismo, del relativismo e del laicismo sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati, facilmente influenzabili perché possiedono una fede fragile. Di qui la necessità di non risparmiare sforzi per andare alla ricerca dei cattolici che si sono allontanati e di coloro che conoscono poco o niente Gesù, promuovendo un’evangelizzazione metodica e capillare. Già la Cei, nel suo documento sulle sette, aveva descritto la tendenza a prediligere forme di sacralizzazione emotiva e magica, piuttosto che intraprendere la via faticosa di una fede che esige conversione, impegno comunitario e sociale, accettazione della volontà di Dio anche quando essa richiede sacrifici e aveva fotografato il desiderio di prendere le distanze da una Chiesa che, pur guidata e assistita dallo Spirito Santo, è composta di membri feriti dal peccato. Il fenomeno, dunque, è monitorato da tempo a livello vaticano: mentre in vaste parti del mondo la scarsità di preti induce a chiudere chiese e parrocchie, crescono invece i nuovi movimenti, perlopiù configurabili come sette, alcune delle quali non si possono neppure più definire cristiane. Un confronto sulla questione si è svolto nel maggio 2013 alla Domus Santa Marta (residenza di papa Francesco) per iniziativa del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Scopo di tale iniziativa – spiegò in una nota il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – è stato quello di offrire un’opportunità di approfondire una tematica che merita attenzione e riflessione.

E’ necessaria una nuova e robusta evangelizzazione?

Sì ed è anche urgente. Bisogna far comprendere anche attraverso libri denuncia come questo che in realtà tutto ciò che viene spacciato per un qualcosa di divino e unico è stato copiato dalle parole del Vangelo, comprese le nuove teorie New Age. Chi ricopre ruoli di responsabilità nelle istituzioni civili e religiose deve interessarsi maggiormente a questo tema e approfondirlo al fine di dare le giuste risposte ai tanti che spesso confondono le sette con le religioni, i santoni guaritori con i sacerdoti esorcisti, i riti occulti con le liturgie delle religioni riconosciute.

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