Antonio Di Pietro: “Vatileaks è stato un boicottaggio all’azione di pulizia nella Chiesa”

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Antonio Di PietroCorvi, complotti veri o presunti, fuga di notizie sotto il Cupolone:  ne parliamo con un l’ex magistrato più famoso d’Italia, colui che ha contribuito al disfacimento per via giudiziaria della Prima Repubblica, il simbolo di Mani Pulite Antonio Di Pietro.

Onorevole Di Pietro..

“Quale onorevole, se oggi mi definisce così, mi menano…”.

Dottor Di Pietro  prima di tutto, Nuzzi e Fittipaldi dovevano pubblicare quelle notizie?

“Certamente che dovevano, loro fanno i giornalisti e una volta verificata la correttezza storica della notizia la pubblicano  e giustamente invocano il segreto delle fonti. Il giornalista fa il suo mestiere e non deve badare se la notizia avvantaggia uno o lo danneggia, la da e basta. Occorre sempre tutelare la libertà di informazione nel rispetto della dignità delle persone, ovviamente”.

Ma lei si arrabbiava se uscivano documenti riservati..

“Non con i giornalisti, ma con chi passava loro le notizie. ”

Che cosa dire dei due presunti corvi?

“Penso che questa fuga di notizie sia stata voluta non per amore di pulizia o verità, o per fedeltà  alla Chiesa, ma solo per intralciare l’opera di bonifica e il proseguimento della inchiesta interna vaticana sul tema, che oggi ne esce compromessa e danneggiata. Hanno voluto colpire quella e ci sono riusciti, non credo che andranno più avanti. E’ stato un vero e proprio sabotaggio mascherato da finta nobiltà di intenti. Sotto questo aspetto potrei dire che i giornalisti sono stati usati”.

Perchè è avvenuto?

“Evidentemente i mandanti, che non sono i due presunti corvi, piccola manovalanza, volevano stoppare tutto. Ai giornalisti credete davvero che abbiano fatto arrivare tutto o solo una minima parte e quello che conveniva fare uscire ? Solo una porzione e la meno compromettente. Foklore. E’ stato un atto, lo ripeto, di sabotaggio manovrato da pezzi grossi della finanza e politica sia vaticana,internazionale e  italiana, il tutto mirante a minare alla base, alla radice, tutta l’ operazione di pulizia. In quanto ai corvi  e pentiti, o collaboratori, spesso,  lo dico per esperienza non parlano per reale volontà di collaborazione o per aiutare il magistrato. Intanto la persona del corvo mi è antipatica, provo diffidenza. Nella stragrande maggioranza dei casi  i corvi, pensano a salvarsi,  lanciare messaggi o avere un tornaconto personale  e processuale”.

Sembra che lei dica: i due presunti corvi vaticani si sono immolati o sono stati strumentalizzati..,

” O li hanno usati, ma ci credo poco, oppure cosa molto probabile, hanno agito allettati  da un maggior tornaconto personale futuro. La mia idea è che ci sia ben altro materiale ancora non pubblicato e che mai verrà fuori, perchè l’ intento era silenziare il tutto facendo uscire una piccola parte. Ora sono contenti e  finisce così”.

Eppure sono usciti nomi e fatti..

” Anche se si tratta di  nomi di cardinali, siamo ancora allo stato medio come le dicevo. Pesci piccoli, ma  rumorosi, di clamore buoni per la stampa e di dibattiti,  mentre i  grossi  e veri occulti ora sono sereni”.

Ma chi sono i grossi secondo lei?

“Quelli nei quali in parte  ci siamo imbattuti durante Mani Pulite. Nomi non ne faccio, li conosco certamente,  ma ufficialmente ci siamo  fermati. Infatti ricordo che tutti gli Stati risposero positivamente alle  rogatorie, meno che il Vaticano. E senza riscontri cartecei  le nostre indagini sarebbero naufragate.” Questo secondo una ottica processuale, non storica.”

Pensa che il Papa stia facendo pulizia?

“Tra il dire e il fare ci sta di mezzo il mare.  Magari ci prova, ma la vedo dura. Ritornando alla storia delle rogatorie vaticane mai riscontrate, dico senza presunzione al Papa: oggi quei reati per cui indagavamo sono prescritti, nessuno va  in galera. Ma se davvero si vuole fare pulizia e chiarezza, questa è l’ occasione di mostrare le carte sullo Ior  e sulle finanze. Potremmo riscostruire molta parte della storia politica e finanziaria italiana e non solo, degli ultimi tempi. Diano quelle informazioni e  ne vedremo delle belle”

Bruno Volpe

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