Boscia (Medici cattolici): “L’utero in affitto dà vita ad un inaccettabile mercato”

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Un inaccettabile “mercato ” sull’utero di donne povere per il preteso diritto al figlio. Lo denuncia il Presidente del Medici Cattolici prof. Filippo Maria Boscia.

Presidente Boscia. Avere un figlio è un diritto?

“No. In nome del diritto al  figlio di ricchi occidentali, donne povere affittano il proprio utero accettando condizioni economiche e contrattuali umilianti che tra l’ altro prevedono l’ aborto obbligatorio selettivo nelle gravidanze plurigemine e la demolizione di ogni speranza di vita nel caso di riscontro di malformazioni, disabilità o patologie”.

Come è venuto fuori tutto questo?

“Il Vaso  di Pandora l’ha scoperchiato la vicenda del piccolo Gammy, neonato abbandonato da una coppia di non più esperti aspiranti genitori australiani recatisi in Thailandia per commissionare la gravidanza ad una donna del posto. Come tante, si tratta di donne povere e disperate che si sottopongono ad umiliazioni e contratti con i quali i committenti regolano il loro rapporto nei minimi dettagli, affinché il loro diritto al figlio sia ottenuto secondo la formula del soddisfatto o rimborsato”.

Ci spieghi che cosa accade in senso tecnico…

“Nella gravidanza a pagamento tradizionale la donna è la madre generatrice del neonato. In questo modo il bambino ha due mamme, una naturale, la prima, la seconda legale quella che  ha commissionato la gravidanza e si prenderà cura del bambino crescendo. E vado oltre”.

Prego…

“Ci sta quella a pagamento gestazionale, il nascituro concepito con un ovocita che non appartiene alla donna che ha portato avanti la gravidanza e partorisce. Costei non ha legami genetici. In questo caso in bambino può anche arrivare ad avere tre mamme: quella gestionale che ha portato avanti la gravidanza, quella che la ha commissionata  e alcune volte la prima genitrice e la legale coincidono”.

Che cosa si chiede alla donna che porta avanti la gravidanza?

“Intanto di rinunciare al figlio appena nato. Poi niente fumo, alcol, droga, farmaci. Se il nascituro avrà delle disabilità o malattie per procura la responsabilità sarà a carico della gestante che deve restituire le somme ricevute. Si prevede persino l’ aborto in caso di malformazioni”.

Dove tutto questo è maggiormente praticato?

“Nei cosiddetti Paesi Terzi, India, Thailandia, Guatemala, ed anche nazioni dell’ ex area di influenza sovietica in cui ci sono molte donne povere. Sono reclutate quelle in stato di povertà che forse svolgono solo questo lavoro. Insomma, è un nuovo mercato. Dovremmo sempre ricordare che per ogni coppia che racconta ad amici e parenti la felicità di un figlio dalla fecondazione eterologa, ci sta sempre qualcuno che nella oscurità ha venduto parti del suo corpo”.

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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