Sinodo Amazzonia, in Paraguay ostia diventa petali di rosa: miracolo eucaristico?

 

Intervistato da Domenico Agasso jr per conto del quotidiano LA STAMPA, Sua Santità Papa Francesco ha specificato che il Sinodo sull’Amazzonia che si terrà ad ottobre in Vaticano «è “figlio” della “Laudato si’”», che è «un’enciclica sociale, che si basa su una realtà “verde”, la custodia del Creato».

Secondo le intenzioni del Pontefice, sperando che non siano tradite da certi partecipanti, il Sinodo nascerà «dalla Chiesa e avrà missione e dimensione evangelizzatrici. Sarà un lavoro di comunione guidato dallo Spirito Santo».

Alla domanda se il Sinodo discuterà anche la possibilità di ordinare dei «viri probati», uomini anziani e sposati che possano rimediare alla carenza di clero, Papa Francesco ha risposto che non sarà assolutamente uno dei temi principali, ma «è semplicemente un numero dell’Instrumentum Laboris. L’importante saranno i ministeri dell’evangelizzazione e i diversi modi di evangelizzare».

Papa Francesco ha anche spiegato che l’Amazzonia «coinvolge nove Stati, dunque non riguarda una sola nazione».

E proprio in una di queste nazioni coinvolte, in Paraguay, è accaduto un fatto che ha lasciato molti di stucco e altri hanno subito collegato l’evento “miracoloso” proprio al Sinodo sull’Amazzonia.

Pedro Juan Caballero è una città situata al confine con lo stato brasiliano di Mato Grosso do Sul e dista 536 km dalla capitale del Paraguay, Asunción. La città che conta circa 65 mila abitanti (88 mila nel suo distretto), ha al suo interno numerose comunità indigene di etnia Páî Tavyterâ.

Proprio in questa cittadina si è verificato un apparente miracolo eucaristico. Come potete vedere da queste foto un’ostia consacrata si è trasformato in petali di rosa e ha emanato un liquido che, si dice, profuma di rose. Il liquido è acquoso, ma ha un colore rossastro, che ricorda il sangue.

 

Il sacerdote che ha assistito a questo apparente miracolo eucaristico presso la comunità di Pedro Juan Caballero è il padre Gustavo Palacios. Il prete era stato informato che era accaduto qualcosa di strano con una particola che si trovava ospite in una piccola casa dove, da tempo, c’è un cenacolo di preghiera.

Quando padre Gustavo Palacios è arrivato in casa ed ha aperto la teca porta-eucaristia che conteneva l’ostia consacrata (quelle teche dal diametro di circa 20 cm che si usano per portare la Santa Comunione agli ammalati) un liquido è cominciato a scorrere attraverso la sua mano, senza che il reliquiario avesse alcun buco attraverso il quale potesse uscire.

Quando, stupito, ha aperto la teca eucaristica, ha potuto osservare che quella che era stata una bianca ostia consacrata era diventata una specie di petalo, completamente rosso, ed emetteva un liquido che emanava un profumo di rose. Lo stesso liquido che era caduto sulle mani del sacerdote mentre la piccola pisside era ancora chiusa.

Padre Gustavo Palacios era stato invitato a Pedro Juan Caballero per un novenario in onore di San Domenico, nella casa della signora Raul Lourdes, dove è stato creato un Cenacolo di preghiera.

Non è la prima volta che accade un fenomeno del genere. La fede cattolica contempla i “miracoli eucaristici” , che hanno a che fare con eventi, senza apparente spiegazione umana, che si verificano con le particole consacrate. E’ accaduto nella storia che da alcune particole avvenisse la fuoriuscita di sangue, che altre particole diventassero pezzi di muscolo (di solito muscolo cardiaco) ecc. Per i cattolici, almeno quelli che non hanno perso la fede eucaristica, la Particola Consacrata è il Corpo e il Sangue di Cristo, dove il Figlio di Dio è presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

Non è la prima volta che accade un fenomeno soprannaturale anche in questo cenacolo di preghiera. Qualche tempo fa un’immagine della Rosa mistica ha trasudato un olio con l’odore delle rose. Questo liquido è stato poi usato per pregare sui malati e ci sono testimonianze, documentate, di molti malati che sono guarito.

Padre Palacios ha raccontato ai media paraguaiani cosa è successo con l’ostia. Ha spiegato che la particola consacrata era stata portata in casa per permettere alla nonna della signora Lourdes, malata e da tempo a letto, di ricevere la Santa Comunione nella sua casa, come accade ogni giorno. Ma quando un giorno si trovarono di fronte ad un’ostia consacrata diventata come un petalo di rosa hanno immediatamente chiamato il presbitero Palacios.

Il sacerdote, in attesa che la Chiesa Cattolica faccio i suoi controlli, ha spiegato che potrebbe trattarsi di un “sollievo privato”, di un miracolo compiuto da Gesù per rafforzare i fedeli nella fede eucaristica.

Quella fede eucaristica che vogliono concorrere ad incrementare anche i componenti del Comitato Internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria”, attraverso una petizione on line, hanno chiesto e continueranno a chiedere di permettere la ricezione della Santa Comunione Eucaristica sulla lingua ed in ginocchio, e su degli appositi inginocchiatoi da installare nelle varie chiese, proprio per rispettare la Santissima Eucaristia ed esprimere la massima devozione al Corpo di Cristo.

“Gesù è realmente presente tanto nell’intero quanto nel minimo frammento del pane consacrato”, hanno spiegato dal comitato. “Ponendo la comunione in mano diversi frammenti, difficilmente scorgibili ad occhio nudo, rimangono prima impressi nella palma della mano, quindi cascano a terra, profanando così il Corpo e il Sangue di Cristo”.

Il Comitato Internazionale “Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria” si appresta adesso ad organizzare un Convegno internazionale, che si terrà ad ottobre, in prossimità del Sinodo sull’Amazzonia, presso la Città del Vaticano e vedrà la partecipazione di importanti chierici che parteciperanno all’evento.

Intanto nei giorni scorsi, in Messico, precisamente a Guadalajara, è stato ricordato il sesto anniversario del miracolo eucaristico di Guadalajara, cioè di quella ostia consacrata che diventò, il 24 luglio del 2013, visibilmente sangue.

Qui il video di sei anni fa.

Qui il video del quinto anniversario (24 luglio 2018).

 

ANGELICA LA ROSA

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