Don Morselli: “Greta e gretismo sono  eresia e ateismo”

 

Greta e il cosiddetto “gretismo” sono  eresia ed ateismo. Lo sostiene in questa intervista che ci ha rilasciato don Alfredo Morselli, parroco a Bologna e teologo.

Don Alfredo, l’ arcivescovo di Cracovia in Polonia ha severamente criticato Greta definendola ” oracolo” e ha quasi fatto capire che sia in odore di eresia. Che ne pensa?

 

“Non  solo condivido, ma penso che Mons. Marek Jędraszewski sia andato fin troppo con la mano leggera: infatti il gretismo – mi permetta un neologismo per definire l’adesione emotiva al panteismo naturalista di stampo ecologista – è non solo un’eresia, ma una forma di ateismo: ad esempio, Lutero credeva in un Dio personale creatore distinto dal mondo, e così Ario, Nestorio, e gli eretici del passato. Ma se –  con diverse colorature -, vengono fatti in qualche modo coincidere Dio e la natura, non esiste più un Dio personale libero creatore, e quindi siamo nell’ateismo”.

 

 Che cosa non la  convince del personaggio Greta, del suo messaggio e in generale del fenomeno gretismo?

 

“Chesterton sosteneva che le eresie sono verità impazzite. Nel nostro caso la verità è che ci dobbiamo prendere cura del creato: S. Ignazio, nel Principio e fondamento dei suoi Esercizi spirituali, diceva che l’uomo è posto sulla faccia della terra per servirsi delle creature come mezzi per dar gloria a Dio e quindi salvarsi l’anima: ed è chiaro che se la faccia della terra diventa invivibile, non può essere abitata dai futuri abitanti del cielo e quindi si chiude il Paradiso. Questa verità impazzisce quando la stessa faccia della terra diventa il tutto, a cui l’uomo si deve asservire e non di cui si deve invece ben servire. Intorno a questo asse panteista, si coagulano altri errori quali il neo-maltusianesimo abortista, e il concetto che tutto ciò che è naturale è buono”…

 

3) Mi spieghi meglio quest’ultimo concetto

 

Una volta una ragazza mi chiese perché la Chiesa proibisce la marjuana, “che è un prodotto naturale”. Si confonde la spontaneità pre-razionale con naturale. È stata dura spiegare  a quella ragazza che naturale vuol dire – in morale – “secondo la natura dell’uomo”, cioè vivere secondo la forma che ci ha dato il buon Dio, chiamandoci a realizzare la sua immagine in noi atto dopo atto…

Tra un po’ persino i teologi modernisti proibiranno i preservativi, perché essendo di plastica, inquinano, e non perché la contraccezione nel matrimonio non è secondo la natura umana…

 

 Perché sempre più spesso anche nella Chiesa si parla di ecologia ed ambiente?

 

“Perché si deve colmare con qualcosa la tabula rasa che i neo-modernisti stanno facendo del grande magistero perenne: inoltre è facile condannare i peccati che non si fanno. La lobby gay intra-ecclesiale non condannerà mai l’omosessualità, ad esempio. Gli impuri non condanneranno l’impurità… ma “chi non fa la raccolta differenziata sia scomunicato” va benissimo a tutti quelli descritti, ad esempio, nel venerdì santo 2005,dall’allora Card. Ratzinger: “Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!” Ecco è facile, per costoro, trovarsi tutti d’accordo sul fatto che non bisogna inquinare”.

 

 A suo avviso il pastori dovrebbero parlare maggiormente di dottrina morale e molto meno di creato ed ambiente?

 

“Il rispetto del creato è un capitolo della teologia morale; bisogna parlarne nel modo giusto senza fare delle ipertrofie mostruose, cioè senza sottovalutare i peccati classici: il Papa ha detto recentemente che i peccati sotto la cintura sono i meno gravi. Dante sarebbe d’accordo: soltanto che metteva all’inferno chi cadeva in questa colpa, e Paolo e Francesca hanno avuto la sfortuna di morire prima di Amoris laetitia.”

 

 Che differenza ci sta tra ambiente e Creato?

 

“Con Creato si indica che c’è un Creatore che trascende e non si confonde con la natura: dire solo ambiente invece favorisce il considerare l’uomo come cosa tra le cose, come un semplice elemento della biosfera, senza alcuna superiorità costitutiva ed essenziale rispetto al resto del cosmo”.

 

Greta e l’ ecologismo stanno divenendo poco alla volta degli idoli?

 

“Sono ideologieattirate nel vacuum di fede, di intelligenza, di cultura… e certamente, quando questa aria fritta diventa un assoluto, cadiamo nell’idolatria, come nel caso dell’adorazione in Vaticano della pachamama (volutamente il nome del demone scritto in minuscolo)”.

 

 A suo avviso dietro questa bambina esistono poteri forti che la manipolano?

 

“Quando Carducci scrisse l’inno a satana, non tirò le lettere dell’alfabeto per aria e queste caddero ordinate formando le parole della poesia. Dietro ogni fenomeno rivoluzionario c’è sempre una parte occulta. Lenin diceva che il partito comunista si doveva organizzare secondo una duplice struttura: una, la più ristretta possibile e nascosta, un’altra la più ampia possibile: e nella strategia non dovevano mancare gli utili idioti, cioè quella parte della borghesia che con la sua stupidità avrebbe favorito la rivoluzione.

Anche i nuovi aspiranti padroni del mondo fanno lo stesso con Greta: c’è una parte occulta che manovra (la parte ristretta e segreta), un’organizzazione, la più vasta possibile comprendete partiti e movimenti, quali le sardinead esempio, proni ai suddetti vertici; e gli utili idioti, tra cui le suore che vanno a votare con velo alle primarie PD (velo che poi si tolgono in chiesa) e parte del clero, alte o basse personalità a seconda dei casi.”

Bruno Volpe

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