Don Gabriele Mangiarotti: “Ci lasciamo sedurre da un dialogo impossibile con l’islam”

Don-Gabriele-Mangiarotti” Non dico che tutti i musulmani sono terroristi, però è certo che  i recenti attentati sono stati compiuti nel nome dell’ islam”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana don Gabriele Magiarotti, della diocesi di San Marino- Montefeltro e  direttore del fortunato blog Culturacattolica.it.

Don Gabriele, dopo la brutale morte del prete francese è  stato deciso di far partecipare i musulmani alle messe, che cosa ne pensa?

” Ricordo a me stesso, che la messa non è un avvenimento o uno spettacolo aperto a chiunque. Ci sono infinite possibilità e luoghi per  incontrarsi e per svolgere questo dialogo  che deve essere  basato sulla sincerità. Ci si può vedere alla biblioteca, in una sala, ma non capisco la necessità di scegliere il luogo dedicato al culto e soprattutto durante la messa. Peggio ancora leggere brani del Corano”.

 Che cosa pensa dell’ atteggiamento del Papa verso l’ islam?

”  Preferisco ricordare quello che aveva detto Papa Benedetto XVI a Ratisbona. Era stato molto chiaro e netto, segnalando che non esiste un dialogo tra le religioni, ma tra le culture. In quanto all’ islam, non penso che esista un islam moderato ed uno violento in quanto quella religione si basa sul Corano. Semmai esistono islamici buoni o cattivi come dappertutto. Io non credo affatto che tutti gli  islamici sono terroristi, ma è certo che  i recenti attentati sono stati compiuti nel nome dell’ islam. Papa Ratzinger ebbe su questo tema e non solo questo, idee molto nette e chiare e avremmo bisogno della sua fermezza. Il suo discorso di Ratisbona fu a dir poco profetico, eppure egli venne contestato e quel che è peggio anche dentro la Chiesa cattolica. Oggi più che buonisti, siamo ingenui”.

In che senso?

” Ci lasciamo sedurre da una idea di dialogo  impossibile. Inoltre la mia percezione è che oggi dentro la Chiesa cattolica esista una certa confusione, quella confusione che ci porta a dimenticare che il Corano contiene tutto e il contrario di tutto e che in assoluto non è un libro di pace”.

Spesso si sente dire che in Italia si tende a privilegiare i migranti rispetto agli italiani in difficoltà, condivide?

” Parto dal principio che ogni popolo ha diritto a vivere dove è nato. Certamente noi occidentali abbiamo delle resposabilità e abbiamo favorito le situazioni di guerra che oggi ci cadono addosso in molte regioni islamiche, però non è pensabile una immigrazione senza limtii e senza prudenza. Occorre pensare anche alle necessità di molti indigenti italiani ed effettivamente esiste una tendenza ad aiutare maggiormente i migranti rispetto agli italiani.  Bisogna prenderne atto”.

Bruno Volpe

 

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Una risposta

  1. Andrea

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