Il cardinale Poletto contro la Appendino: “Registrazione di due madri è fango sulla città”

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, forzando la legge, come lei stessa ha detto, ha di recente registrato all’anagrafe comunale il figlio  di due donne nato con la pratica dell’utero in affitto in Italia. Abbiamo chiesto l’opinione dell’ arcivescovo emerito di Torino, il cardinale Severino Poletto.

Eminenza, che cosa pensa di questa iniziativa del sindaco?

“Il vero e grande problema è a monte e parte dall’ approvazione della legge Cirinnà. E’ stato quello il primo passo che ci ha spinti ad andare contro il progetto di Dio”.

Cioè?

“Penso che sia in atto una deformazione nel modo di pensare e di comportarsi e questa deformazione ci allontana dal progetto di Dio, padre della vita, che ci vuole felici. Ora mi domando: quel bambino riconosciuto dal sindaco, crescendo, sarà davvero felice? Nutro seri dubbi”.

Intanto Torino è la prima città di Italia che registra la nascita  di un bambino nato  in Italia quel modo in una coppia dello stesso sesso…

“E’ una manata di fango sulla città e sui cristiani. Torino è una città che vanta tradizioni di carità, solidarietà,  attaccamento ai valori  di Dio. L’ iniziativa del sindaco va in senso opposto e ferisce”.

La trova inaspettata ?

“No. Come le dicevo prima, molto parte dall’ approvazione della legge Cirinnà della quale sinceramente non si sentiva la necessità. E’ in atto una deriva che va contro la famiglia, anzi ne vuole o ne augura lo sfascio. Prendete i casi di bullismo nelle scuole da parte di giovani studenti. Le responsabilità penali sicuramente sono individuali, ma tante volte i ragazzi crescono in contesti di famiglie poco attente. La famiglia, quella composta da uomo e donna aperti alla vita,  è in crisi, i risultati negativi si vedono. Va ribadito con chiarezza che la sola che merita il nome di famiglia, è quella  fatta dal matrimonio sacramento tra uomo e donna aperti alla vita, le altre non sono famiglia. Non è pensabile manipolare il progetto di Dio in modo egoistico o alla ricerca dell’ edonismo sessuale, assecondando scelte che vanno contro la natura”.

Caso Alfie, che idea ne ha ricavato?

” Anche qui, una deriva che urta la sacralità della vita umana dal concepimento alla fine naturale. La vita appartiene solo a Dio e nessuno è libero di disporne. L’ atteggiamento inglese è stato terrificante e crudele. Penso al continuo  opporsi al giusto desiderio dei genitori di tentare terapie presso altre strutture disponibili. Lo ribadisco: la vita umana è sempre sacra”.

Bruno Volpe

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