Il vescovo di Noto: “Per contrastare la mafia occorre creare coscienze libere, anche dalla disoccupazione” | lafedequotidiana.it

Il vescovo di Noto: “Per contrastare la mafia occorre creare coscienze libere, anche dalla disoccupazione”

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Matteo Orlando ha intervistato per LA FEDE QUOTIDIANA Sua Eccellenza Monsignor Antonio Staglianò, che esercita il suo ministero episcopale, dal 2 aprile 2009, presso la Sede Vescovile di Noto.

Nato il 14 giugno 1959 ad Isola Capo Rizzuto, Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, ha frequentato le scuole medie al Seminario di Crotone e il liceo “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria. Ha proseguito la sua formazione teologico-spirituale come ospite dell’Arcidiocesi di Milano (al Seminario di Saronno per il biennio filosofico 1977-1979 e a Venegono Inferiore per il triennio teologico 1979-1982). È stato ordinato sacerdote il 20/10/1984 e incardinato nell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Alunno del Pontificio Collegio Lombardo dal 1982 al 1986, anno in cui ha ottenuto, alla Pontificia Università Gregoriana, il dottorato in Teologia Fondamentale. Ha quindi seguito corsi di specializzazione in Germania e si è laureato in Filosofia presso l’Università Statale di Cosenza nel 1995.

Monsignor Staglianò, dal 1994 al 2002 è stato professore invitato nei corsi di specializzazione di Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana e dal 2007 ordinario di Teologia sistematica all’Istituto Teologico Calabro aggregato alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, di cui è stato Direttore per due mandati.

Attualmente è membro della CEI per la cultura e le comunicazioni sociali e membro ad sexennium per il Consiglio Internazionale per la Catechesi (COINCAT), organismo consultivo della Congregazione per il Clero.

Autore di diversi libri (gli ultimi due sono “Credo negli esseri umani. La buona novella pop” e “Pop-Theology per giovani. Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un cristianesimo umano”, con introduzione di Padre Antonio Spadaro) è stato nominato vescovo di Noto da Papa Benedetto XVI il 22 gennaio 2009.

Suscitando interesse e consenso, ma anche qualche critica, nel novembre 2013, durante una catechesi in una chiesa della diocesi, Monsignor Staglianò ha commentato la celebre canzone “Io vagabondo (che non sono altro)” dei Nomadi. Il 22 marzo 2015, durante l’omelia nella celebrazione del sacramento della Confermazione ai ragazzi della parrocchia di Scicli, ha citato alcune canzoni di Noemi e di Marco Mengoni. L’11 maggio 2015, durante un incontro con giovani e non a Modica, ha suonato la chitarra, cantando una canzone di Edoardo Bennato. Sempre durante lo stesso incontro, ha poi cantato la celebre canzone “La cura” di Franco Battiato e fatto meditare i presenti sulle note della canzone “Ritornerò da te” di Giovanni Caccamo, vincitore delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo quell’anno.

 

SOTTO L’AUDIO INTERVISTA sul significato di “Pop Theology”, sulle mafie e sul biotestamento.

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