Silvana De Mari: “da medico dico che la comunione sulla lingua garantisce salute ed igiene”

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“Virologi? Mai curato neanche un raffreddore. Comunione sulla lingua”: la dottoressa blogger Silvana De Mari le dice chiare in questa intervista che ci ha rilasciato.

Dottoressa De Mari, mettiamo da parte la fede e parli da medico. Qual è il modo più sicuro di prendere la comunione?

“Dice bene. Parlo da medico, lasciando da parte il mio credo. A mio avviso, in scienza e coscienza, la forma che maggiormente garantisce salute ed igiene è quella sulla lingua e non quella in mano”.

Ci spieghi la ragione…

“La ragione è questa: la mano tocca, anche prima della stessa messa, di tutto, dai banchi sporchi , alle monete. Del resto ci dicono, come raccomandazione anti Covid 19, di non portare le mani a bocca, naso ed occhi. Se questo vale per tutto il giorno, non si comprende perché si dovrebbe fare un’ eccezione durante la messa”.

Come fare allora?

“La cosa migliore è  quella che prevede il minor passaggio di ostie e dunque quella sulla lingua con la testa del fedele alta perché possa subito e senza difficoltà vedere l’ostia magari usando la particola di diametro più ampio, divisa a metà. Per garantire la massima igiene prima delle celebrazione il sacerdote dovrà disinfettarle secondo la modalità dei chirurghi mettendole cinque minuti in acqua calda, spazzolandole molto bene  anche nelle unghie che devono essere corte e disinfettarle in alcool”.

Perché queste cose non sono state recepite dai vescovi italiani?

“Bisognerebbe chiederlo a loro. Inoltre a livello governativo ci sono 450 esperti. Non so se non ci abbiamo fatto caso per superficialità o malafede”.

Malafede?

“Mi assumo la responsabilità di quanto dico. L’emergenza da noi è stata gestita male. Sin da febbraio e per quindici giorni allora si  doveva fermare tutto. Invece hanno bloccato inspiegabilmente  il Paese per oltre due mesi tardi. Aggiungo che  sono state sconsigliate le autopsie e vi è una circolare al riguardo che lo dice. Il motivo è che hanno sbagliato il protocollo di cura. La gente  è morta di infiammazione e di trombosi, occorreva somministrare eparina. Invece questi virologi hanno fatto impazzire la gente, specie gli anziani tenendoli chiusi nel panico a casa. La mancanza di sole, aria e lo stress riducono le difese immunitarie. Bisognava somministrare vitamina D. Omega 3 ed un grammo di C ogni giorno e non lo hanno fatto”.

Ma abbiamo fior di virologi…

“I virologi stanno  chiusi a studiare virus nei loro laboratori, ma non hanno esperienza sul campo. Non hanno mai curato neanche un raffreddore”.

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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