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“La tragedia di Marcinelle, dove 64 anni fa persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, è un richiamo fondamentale che deve farci tenere sempre viva l’attenzione sul lavoro e sui diritti dei migranti”: lo ha dichiarato il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini.

“Oggi gli sfruttati e gli ultimi provengono da altri Paesi e le Acli, che sono presenti in sedici Stati del mondo, cercano di essere sempre dalla loro parte con i servizi di segretariato sociale e con l’attività associativa”, ha ricordato Rossini.


“L’impatto del Covid sui dati dell’emigrazione italiana sarà un banco di prova importante rispetto alla salute sociale del nostro Paese – ha aggiunto Matteo Bracciali, vicepresidente della Federazione internazionale Acli -. Intanto le reti sociali hanno funzionato bene e, in molti casi, sono riuscite a rispondere alle difficoltà di rimpatrio e di sostegno economico nei casi più difficili”.

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