Padre Cencini: "legalizzando la droga accadrà quello che è successo con gli abusi sessuali" | lafedequotidiana.it

Padre Cencini: “legalizzando la droga accadrà quello che è successo con gli abusi sessuali”

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La recente sentenza della Cassazione che ha legalizzato la coltivazione domestica di cannabis ha destato qualche perplessità. Naturalmente le decisioni dei giudici si rispettano, tuttavia è  lecito con garbo dissentire e criticare. Sul punto abbiamo intervistato padre Amedeo Cencini, sacerdote e soprattutto noto psicologo.

Padre Cencini, che cosa pensa della sentenza?

“Sono tornato da poco da fuori e  non ho avuto modo di leggerla e studiarla. Dunque, parlo per vie generali”.

In via generale che messaggio ne viene fuori?

“Lo dico col massimo rispetto, ma sono molto sconcertato. Ho la sensazione che si lancia un messaggio ambiguo ed anche pericoloso. Lo stesso concetto che esistano droghe leggere è scivoloso, crea danni e in fin dei conti mi sembra errato. Qui ignoriamo il potere progressivo dell’uso delle droghe che creano dipendenza”.

Cioè?

“Si inizia col poco e  dopo non ne può fare  a meno ecco la dipendenza. Non da meno è da evitare il processo di strumentalizzazione ideologica che può derivarne. Le droghe, tutte, poco alla volta attutiscono la vigilanza e l’attenzione del soggetto, e la sua sensibilità generale. Pertanto, è giusto non abbassare mai la guardia lanciando  inutili messaggi di tolleranza, è pericoloso. Con la droga accade quello che succede con gli abusi sessuali”.

Ovvero?

“Nascono in un’ area vigile dell’individuo in modo blando, poi ci si concede qualche trasgressione maggiore, alla fine non bastano più e si cercano cose sempre più forti, un piano inclinato che ci fa perdere il controllo”.

Padre Cencini, lo è anche la pornografia?

“Certo. Anche questa è una dipendenza ed una inutile gratificazione che ha ragion d’ essere ai 12 o 13 anni, ma dopo no, non è più ammissibile. Fa parte della logica di una persona immatura che ha perso la capacità di godere e gioire delle tante cose buone e ordinate delle vita. Chi sente la necessità di inventarne sempre di nuove, e si crea una illusione di felicità” .

Esistono ragazzi e giovani infelici?

“Sicuramente, ma anche adulti che perdono la capacità di gioire e di godere dei momenti belli della vita. Ad esempio vi è chi odia le feste e penso al Natale”.

La famiglia?

“Ecco, i genitori siano più presenti nella vita dei loro figli. Questo atteggiamento è di grande  aiuto e  serve a prevenire scelte sbagliate”.

Bruno Volpe

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