Marco Travaglio: “Il processo Vatileaks non rispetta i diritti umani”

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marco-travaglioIl noto giornalista Marco Travaglio è in giro con uno spettacolo teatrale dal titolo “Slurp”. La Fede Quotidiana lo ha intervistato ponendogli domande a tutto campo.

Travaglio, perchè il singolare titolo Slurp ?

“E’ il verso, come si legge nei fumetti, delle leccate, quando ci si butta su qualche cosa che piace. Oggi va di moda, ma è stato così quasi sempre, leccare il sedere dei potenti. Dante usava espressione più colorita sulla leccata del fondoschiena. Lo slurp nazionale oggi contraddistingue un poco tutti, sia nella politica, nella finanza, nella vita sociale ed ovviamente nel giornalismo che pare molto interessato a questa pratica, per fare carriera. Lo slurp coinvolge un poco tutti, destra e sinistra, è bipartisan nessuno mi pare immune da questo e spesso nei giornali troviamo della roba imbarazzante sul potere. Questo spettacolo, appunto, vuole essere un avviso ai naviganti su come oggi si adula chi comanda”.

Quali sono i soggetti più…slurpati?

“Direi oggi Renzi, ma in generale chi è al comando. Poi la Boschi, verso la quale è in atto una sorta di beatificazione di massa. I colleghi nel passato e lo trovo ingiusto, furono molto più severi con Mara Carfagna”.

Travaglio, passiamo all’ attualità e parliamo del caso corvi nel Vaticano, che idea ne ha ricavato?

“In tutta sincerità, ho trovato la cosa molto brutta, eticamente, e sconcertante. Era già accadutio con Papa Ratzinger e si è ripetuta, accade ogni volta che un Papa vuole fare pulizia. Ci aveva provato Ratzinger a fare chiarezza e aveva trovato poteri forti contro, tanto da stancarlo. Questi poteri forti, molto attaccati al  comando e ai soldi, fanno opposizione anche a Papa Francesco, eccome se la fanno. Magari Francesco caratterialmente è più tosto di Ratzinger, ma per lui non sarà una passeggiata di salute”.

Insomma, a suo parere vi è una sorta di sorda e robusta opposizione anti Papa?

“Certamente, non possiamo parlare di complotto, categoria che in Italia va forte, ma osservo che tra gli alti prelati, il caso di  una brutta esternazione del vescovo di Ferrara lo dimostra, esiste una opposizione netta al nuovo corso del Papa”.

Lei avrebbe pubblicato, fosse stato in Nuzzi e Fittipaldi, quel materiale?

“Certamente, una volta verificata la corrispondenza al vero, non ci avrei pensato su due  volte. I giornalisti non hanno commesso alcun reato, del resto sono cittadini italiani, hanno solo correttamente svolto il loro mestiere . Il giornalista, del resto, è tale se scopre e  pubblica carte segrete, non comunicati stampa o veline non comprendo la indignazione di qualche vaticanista”.

Però ora i due giornalisti rischiano..

“Quello vaticano, occore dirlo, è un processo che non rispetta i diritti umani ed è molto vecchio. Insomma, un sistema giudiziario retrivo che non garantisce i diritti della difesa. Penso che il Vaticano abbia sbagliato a rinviare a giudizio i due cronisti in quanto ne ha involontariamente fatto dei martiri con ricadute negative. Ricordo che nel primo scandalo del corvo maggiordomo, giustamente il Vaticano si comportò diversamente senza incriminare la stampa”.

Perchè nel pontificato di Bergoglio che si caratterizza per la ricerca della misericordia  i due giornalisti non ne hanno beneficiato?

“Intanto, devo dire che il Papa e la giustizia vaticana sono due cose distinte e sicuramente il Pontefice non poteva e non può sconfessare il tribunale. Poi, diciamolo, che giustizia e misericordia sono concetti disitnti e separati. Infine, sono comunque convinto che in caso di condanna, il  Papa  concederà il suo perdono sotto forma di grazia”.

Bruno Volpe

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