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L’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira ha organizzato il Convegno Internazionale “Amazzonia: la posta in gioco”, che si terrà dalle 9,30 del mattino al tardo pomeriggio del prossimo 5 ottobre presso l’hotel Quirinale di via Nazionale (Roma).

Nella sessione del mattino Bertrand d’Orleans e Braganza cercherà di spiegare perché piuttosto che portare il Vangelo agli indios si preferisce adattarsi alle credenze tribali.
Jonas Macuxí de Souza spiegherà perché gli stessi indios non desiderano conservare  il loro stato primitivo.
Luiz Carlos Molion spiegherà perché non è il bacino amazzonico a
produrre le conseguenze ambientali planetarie denunciate dai media.

Nella sessione pomeridiana James Bascom spiegherà perché “il verde” è il nuovo comunismo, cioè l’ecologismo è l’erede della lotta di classe preconizzata da Marx che vuole trasformare radicalmente la civiltà occidentale in una società tribale.
I professori italiani Stefano Fontana e Roberto de Mattei spiegheranno rispettivamente perché le sorgenti del paradigma amazzonico non si
trovano sulle Ande ma nel Reno e perché i documenti preparatori del
prossimo Sinodo sull’Amazzonia aprono la strada a un rapporto
panteista uomo-natura ed a una religione neopagana.
Infine José Antonio Ureta parlerà di una certa teologia che vuole fornire un “volto amazzonico” alla Chiesa per tendere ad un modello
tribalista per la società futura.

La Fede Quotidiana ha intervistato il moderatore dell’evento, il dottor Julio Loredo.

Loredo è il Presidente dell’Associazione “Tradizione Famiglia Proprietà* – Italia” e direttore dell’omonima rivista.

È stato detto che i documenti preparatori del Sinodo aprano la strada a un rapporto panteista uomo-natura ed a una religione neopagana. Qual è la sua opinione in materia?
“I documenti preparatori del Sinodo contengono tutta una nuova teologia, di carattere immanentista. La Rivelazione sarebbe quella insita nella natura, che si tratta di cogliere, non con astrazioni intellettuali, ma sentita attraverso una sorta di connaturalità. Gli indios, secondo gli organizzatori del Sinodo, avrebbero conservato questo contatto col divino immanente nella natura e, quindi, sarebbero in grado di insegnarci a noi, occidentali, la vera religione”.

Per fare riflettere sui temi dell’imminente Sinodo Vaticano sull’Amazzonia avete organizzato una articolata e prestigiosa conferenza. Ce la può descrivere?
“Prima di tutto, la Conferenza intende informare il pubblico sulla reale situazione nella regione amazzonica. Il Sinodo, come l’enciclica Laudato Si’ da cui trae ispirazione, si basa in gran parte su dati pseudo-scientifici diffusi dalle lobby ambientaliste. A tal fine, abbiamo invitato diversi esperti a parlare alla conferenza.
Un secondo obiettivo della conferenza del 5 ottobre è quello di approfondire le basi dottrinali che ispirano il Sinodo. Poche persone in Europa hanno familiarità con la cosiddetta Teologia indigena, che deriva da quella Teologia della liberazione formalmente condannata da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, salvo poi essere riabilitata da Papa Francesco. L’enciclica Laudato Si’ e lo stesso Sinodo amazzonico attingono fortemente da questa teologia. In effetti, sia il Documento preparatorio del Sinodo sia l’Instrumentum Laboris sono stati chiaramente scritti da persone che appartengono a questa corrente eretica.
Il terzo obiettivo della nostra conferenza è quello più importante: infondere un senso di fiducia e di speranza. Santa Madre Chiesa sta attraversando periodi difficili, che non sono iniziati con l’attuale Pontefice, ma stanno certamente raggiungendo un apice con lui. Vogliamo proclamarci figli devoti della Chiesa, denunciando le insidie verso le quali si sta dirigendo se il Sinodo farà la sua strada”.

Il Presidente Bolsonaro ha fortemente criticato il Sinodo. Secondo lei perché?
“Perché si capisce che esso va in detrimento del Brasile, della regione amazzonica e degli stessi indios. Gli indios hanno bisogno di integrarsi per poter attingere alle fonte dello sviluppo. Coloro che vogliono mantenere gli indiani allo stato selvaggio, vogliono semplicemente tagliarli fuori dallo sviluppo, al fine di sfruttare le loro terre. Noi vogliamo invece che gli indiani si integrino, siano informati, abbiano accesso ai meccanismi decisionali, prendano il loro futuro nelle loro mani”

Sembra che uno degli obiettivi del Sinodo, anche se non palesato con evidenza,  sia quello di permettere il sacramento dell’ordine agli sposati. Che ne pensa?
“Il Sinodo vuole reinterpretare la Chiesa dal punto di vista ‘amazzonico’. Un punto, tra gli altri, è quello di ordinare uomini sposati, cambiando così la disciplina ecclesiastica di sempre. Ma è appena un punto all’interno di un panorama molto più grave”.

C’è in atto un tentativo di colonizzazione ideologica dell’Amazzonia?
“‘Colonizzazione ideologica’ è uno slogan lanciato da Papa Francesco che non vuol dire niente. Egli lo ha coniato in riferimento all’ideologia del gender. Ora, il problema non è se questa ideologia abbia o meno origini foranee. Il problema è se sia sbagliata da punto di vista morale. Parlare di ‘colonizzazione ideologica’  implica sfuggire all’analisi teologico e morale”.

*
La TFP è nata per diffondere in Italia il pensiero e l’azione di un grande leader cattolico, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, ispiratore di un’opera spirituale ormai diffusa in tutto il mondo.
Corrêa de Oliveira – il cui capolavoro «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» (1959) ha ispirato generazioni di fedeli cattolici – è stato un convinto difensore dei principi perenni della Civiltà Cristiana e ha contrastato gli errori del nazismo, del comunismo, del progressismo, del liberalismo, del relativismo, attraverso la pubblicazione di una ventina di libri, più di 2500 tra saggi e articoli, nonché quasi un milione di pagine con la trascrizione delle sue conferenze.

MATTEO ORLANDO

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