La teologa: “Lo spirito immondo di impurità blocca nella capacità di amare”

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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno: Martedì 15 Gennaio 2019.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 1,21b-28

In quel tempo, nella città di Cafarnao Gesù, entrato proprio di sabato nella sinagoga, si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo”. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

Nel Vangelo di oggi troviamo un episodio che doveva aver impressionato molto la popolazione di Cafarnao. Non è un caso che all’inizio di questo testo, si specifichi che Gesù si trova a Cafarnao, sulle rive del lago di Tiberiade, perché questa città   insieme alla città di Magdala, secondo le scorperte archeologiche più recenti, non solo erano le due città che praticavano il commercio e introducevano contaminazioni religiose di vario tipo, ma anche perché la loro distanza geografica da Gerusalemme era interpretata come una una distanza spirituale da Dio. Perciò è significativo che a Cafarnao, Gesù è descritto come il Maestro che “insegnava come uno che ha autorità“, anzi, più avanti nel testo si legge che Gesù insegnava una “dottrina nuova insegnata con autorità.” Ciò che emerge nel testo è l’autorità di Gesù che viene esercitata in particolare sugli spiriti immondi, ma anche lo stupore delle persone, che non si stupiscono del fatto che si trovino spiriti immondi nella sinagoga (forse perché era anche possibile che il sabato non si riuscisse a rispettare proprio tutte le norme rituali), ma quì la gente si stupisce che Gesù comanda gli spiriti immondi e che questi lo obbediscono. Sicuramente quelle persone in sinagoga, quel sabato, ci tenevano tutti alla purezza rituale, la legge esigeva la purezza e gli scribi la insegnavano con accuratezza. Ma Gesù, è scritto, insegnava in modo diverso. Perché? Perché Gesù non chiede la purezza come facevano gli scribi, non la esige come fa la Legge, ma la dona! La dona anche a quell’uomo immerso nell’impurità. Sì, perché Gesù sa che ogni essere umano è creato per amare, mentre è lo spirito immondo, akaqartoV in greco, toglie all’essere umano questa capacità e gli impedisce di essere veramente chi è. Ecco cosa c’è di diverso nel modo di insegnare di Gesù! In ebraico l’aggettivo impuro si dice tamé che, in alcune fonti, indica anche una persona “sepolta”, bloccata. E’ così: lo spirito immondo, lo spirito di impurità, ti blocca nella capacità di amare, elimina la tua possibilità di donare la vita fino in fondo! Ecco cosa significa che Gesù insegna con autorità: non significa che sgrida chi è immerso nell’impurità e lo fa tecere, ma significa che solo se accogli la Sua Presenza potrai capire davvero cosa è l’amore, che solo questo Suo amore può aprire nuovi spazi di vita intorno a te! “Auctoritas”, in latino, è una parola che in sé ne contiene un’altra: “auctor”, che significa “autore”. Ecco, Gesù agisce con la stessa potenza d’amore che ha creato l’universo! La presenza di Gesù realizza dentro e fuori di noi un’opera di bellezza unica, perché nessuno ci ama come ci ama Lui per questo solo Lui può agire in noi come il Padre, esercitando la potenza dello Spirito Santo che porta pace, bellezza, gioia nei cuori! Lo aveva capito molto bene il santo di cui oggi fa memoria la liturgia cattolica, in comunione con i nostri fratelli ortodossi russi: San Serafino di Sarov! Un santo che sapeva far brillare la luce della Risurrezione di Gesù nei volti afflitti delle persone che venivano da lui. Questo santo diceva spesso a chiunque lo incontrava: “Gioia mia, Cristo è risorto! Acquisisci lo spirito della pace e migliaia intorno a te si salveranno”. Ecco, ricordiamoci delle parole di San Serafino di Sarov e accogliamo la dolce autorità di Gesù in questo giorno. Buona giornata!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”

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