“La corruzione, attori e trame”: un libro scritto da un sacerdote

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“La  corruzione, attori e trame” ( edizioni Mimesis, MIlano- Udine). Si chiama in questo modo un eccellente ed interessante saggio a quattro mani scritto da un sacerdote docente e da  un alto Magistrato, entrambi di Bari. Il prete è il professor don Rocco D’Ambrosio, ordinario di Filosofia politica alla Università Gregoriana a Roma, il Magistrato è il dottor Francesco Giannella, Procuratore Aggiunto  a Bari e coordinatore della DDA. Abbiamo intervistato don Rocco D’ Ambrosio.

Don Rocco, da che cosa nasce questo libro?

“Da lunghe e appassionate conversazioni sul tema col dottor Giannella. Ci siamo confrontati parlandone dalle rispettive angolazioni e punti di vista, ovviamente con le nostre specifiche sensibilità”.

Singolare abbinamento. Uomo di Chiesa e Giudice, che parlano di corruzione. Vi siete trovati bene?

“Certo. Ognuno ha portato il suo modo di vedere i problemi, lui quello dell’ uomo di legge, io quello dell’ uomo di Chiesa. Due pareri del resto aiutano meglio di uno”.

Che cosa fa la Chiesa oggi contro la dilagante corruzione?

“Quello che può ed è nelle sue possibilità. Non è casuale, del resto, che il Papa spesso ammonisca contro l’ insidia della corruzione e la sua gravità etica e sociale, con parole molto dure. Bisogna educare. Spiacevolmente anche qualche uomo di Dio, cioè qualche sacerdote, da questa angolazione, non ha dato il buon esempio e non è rimasto immune dal vizio, dimostrando che  la Chiesa ha un suo volto umano. La corruzione per un sacerdote, è ancora più grave, come lo è per un pubblico servitore dello Stato che ha giurato fedeltà”.

Corruzione, è in violazione al comandamento del non rubare?

“Anche quello, ma non solo quello,persino peggio. Il Papa infatti dice: peccatori sì, corrotti mai. Intende dire che la corruzione si trasforma in un modo di vivere, una mentalità perversa, malata. E’ lecito affermare che la corruzione è una piaga sociale, che causa danni anche economici. La convinzione che per vincere un appalto, un concorso o  altro non servano i meriti, ma ungere le ruote, è devastante. La corruzione è pericolosa prima di tutto socialmente, un problema che ci trasciniamo da tempo”.

Parlate di trame e attori…

“Sono quelle politiche, della economia ed anche della criminalità organizzata che talvolta si intrufola in questo giro. Gli attori sono quelli classici e lo vediamo dalle inchieste giudiziarie. Ma anche la burocrazia lenta, farraginosa ed asfissiante, favorisce corrotti e corruttori. Un male”.

Bruno Volpe

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