Il criminologo Francesco Bruno: “L’utero in affitto può causare futuri disturbi al bambino”

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Il-criminologo-Francesco-Bruno“La Cirinnà? Una legge che premia l’anormalità. Utero in affitto? Pericoloso e inaccettabile”. Ecco gli affondo del  noto criminologo e psichiatra  professor Francesco Bruno.

Professor Bruno, da medico, la pratica dell’ utero in affitto o maternità surrogata può avere effetti negativi?

“Partiamo da questo: per crescere bene, il bambino ha bisogno di genitori adeguati, maturi e responsabili, che gli vogliano bene. Indubbiamente, anche nelle coppie etero possono esserci padri e madri incapaci  che vengono meno ai loro doveri e fanno danni. Il principio regolatore per una buona educazione del figlio è l’amore che gli si assicura. Questo significa che il bambino ha diritto a genitori  adeguati”.

Quali?

” Per natura, il genitore vuol bene al figlio proprio, intendo dire quello generato  da atto sessuale derivante da amore reciproco. Se al contrario il bimbo arriva per via esterna, con utero in affitto, e non a seguito di atto sessuale oblativo  causato da amore vicendevole, non viene pienamente avvertito come proprio e inconsciamente  non riceve un amore pieno. Il bambino lo percepisce”.

Che cosa ne scaturisce?

“Che  crescerà con una discreta possibilità di accusare  nevrosi, malattie mentali e disturbi di identità. Lo ripeto: deriva dal fatto che il bambino avverte che inconsciamente i genitori non lo sentono del tutto  proprio. In sintesi: se manca l’atto sessuale procreativo fisico derivante da amore oblativo, i genitori non avvertono la creatura totalmente propria, e questo influisce sulla qualità relazionale, può causare disturbi”.

Il bambino ha diritto a crescere con un papà uomo e mamma donna?

“Lo ripeto che il principio generale è quello dell’ amore e relativa qualità che si assicura al figlio e indubbiamente esistono  coppie etero poco valide. Però, in via generale, il figlio che è molto più sensibile di quanto possa credersi anche nei primi anni di vita, si domanda da chi è stato generato. Generalmente tutti i bambini anche quelli di coppie etero, tra i  4 e sette anni hanno dubbi  su chi li ha creati  e su chi sono i loro  genitori reali,  figurarsi se vedono due papà o due mamme mentre i loro amichetti vivono in altro contesto. Il rischio per la salute mentale  è devastante. Inoltre, con l’ utero in affitto si genera un mercato delle vite non accettabile. Bisogna ricordare che il figlio è un desiderio, mai un diritto”.

Legge Cirinnà, le piace?

“No. Non se ne avvertiva il bisogno. Comprendo le aspirazioni degli omosessuali e delle lesbiche che mai devono essere discriminati o maltrattati. Però possono regolare le loro questioni con atti privati e le tutele già esistono nel codice civile. Con la Cirinnà, lo Stato si è piegato alla logica delle potente lobby gay la quale in passato si è presa il diritto persino a parlare di cose scientifiche. Penso  a quando la Organizzazione Mondiale della sanità intervenne sulla omosessualità dopo una vera campagna porta a porta della lobby gay. La Cirinnà è una legge che viene fuori per istanza e pressione del mondo gay e bisogna dire che uno stato deve legiferare tenendo conto della normalità. Invece con questa legge ha premiato l’anormalità. Mi brucino pure in piazza, ma la omosessualità dal punto di vista funzionale è anormalità”.

Bruno Volpe

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