I dati agghiaccianti della pedopornografia online scoperti da Don Fortunato Di Noto | lafedequotidiana.it

I dati agghiaccianti della pedopornografia online scoperti da Don Fortunato Di Noto

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La Fede Quotidiana pubblica l’intervento integrale, senza censure, del sacerdote cattolico Don Fortunato Di Noto in occasione del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona.

Don Di Noto da oltre trent’anni si occupa, attraverso una associazione onlus che si chiama Meter, di andare a scovare i pedopornografi sul web e per questo motivo, da una ventina d’anni vive sotto scorta.

Fortunato Di Noto, classe 1963, è noto per la sua lotta contro la pedofilia e la tutela dell’infanzia in Italia e nel mondo. Nel 1996 ha fondato l’associazione Meter, iniziando la sua battaglia contro la pedofilia. Attività che l’ha reso noto a livello internazionale. Si è fatto promotore di diverse iniziative tra cui la Giornata in Memoria dei Bambini Vittime dello Sfruttamento, della Violenza e dell’Indifferenza e la Moratoria Internazionale contro la Pedofilia.

A partire dal 1997, ha iniziato una costante attività di controllo, in collaborazione con la Polizia Postale sullo sfruttamento sessuale minorile e sulla diffusione di materiale pedopornografico su Internet. È stato fra i primi a scoprire l’esistenza del Fronte per la Liberazione dei Pedofili, un movimento clandestino fondato da un ex poliziotto romano, responsabile fra gli altri di alcuni episodi di violenza avvenuti in una scuola di Roma.

Don Fortunato Di Noto ha presentato due petizioni al Parlamento Europeo: una contro l’ammissione alle elezioni politiche olandesi di una lista in difesa dei pedofili, un’altra per contrastare la Giornata dell’Orgoglio Pedofilo, un’iniziativa tesa a legalizzare la pedofilia. Collabora anche con altre associazioni internazionali impegnate in difesa dei bambini: in particolare con i Comitati Bianchi del Belgio (per non dimenticare Marcinelle) e con “Innocence en danger” (ne è l’attuale vicepresidente), un organismo internazionale che riunisce le associazioni e i governi di 47 nazioni.

Don Di Noto ha denunciato anche presunte complicità politiche fra le lobbies dei pedofili e alcuni partiti italiani. In particolare, il 28 ottobre 1999 in un’interrogazione alla commissione parlamentare sull’infanzia, denunciò il sostegno del Partito Radicale ad un’associazione danese in difesa dei pedofili e l’organizzazione da parte dello stesso partito di un convegno in favore della “libera sessualità” fra adulti e bambini. Le sue denunce hanno aperto, agli inizi degli anni duemila una maxinchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata che ha portato alla luce una rete europea della pedofilia. Nel corso dell’indagine, sia lui sia i magistrati hanno riferito di pressioni e minacce ricevute da “personaggi altolocati” affinché si infangasse l’inchiesta. Don Fortunato ha dichiarato di averne parlato espressamente con l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Per la sua attività, ha ricevuto anche minacce e violenze da parte di gruppi organizzati di pedofili. Don Fortunato si batte anche contro i maghi, i cartomanti e, più in generale, le attività di sfruttamento della superstizione per fini di lucro. Nel 1997 ha invitato i cittadini di Avola a bruciare in un grande rogo tutti gli amuleti che avevano in casa. Ha attaccato le trasmissioni televisive Domenica In, Maurizio Costanzo Show e Buona Domenica perché hanno offerto spazio a diversi maghi famosi

Don Di Noto ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, soprattutto come consulente. È membro dell’Osservatorio Nazionale sull’Infanzia e sull’Adolescenza, del Comitato di Garanzia e Tutela Internet@Minori costituito presso il Ministero delle Comunicazioni, del Comitato Scientifico “Ciclope” per la Lotta alla Pedofilia, istituito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Osservatorio Nazionale contro la Pedofilia, creato dal Ministero della Famiglia e attualmente in forza al Ministero dell’Interno.

Il Presidente della Repubblica gli ha conferito Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e il nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

ECCO IL REPORT CON I DATI SULLA PEDOPORNOGRAFIA 

 

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