Hamza Piccardo lancia l'assemblea costituente dei musulmani d'Italia | lafedequotidiana.it

Hamza Piccardo lancia l’assemblea costituente dei musulmani d’Italia

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La Fede Quotidiana ha intervistato in esclusiva Hamza Roberto Piccardo, ligure, classe 1952, celebre autore di una traduzione integrale e commentata per gli italiani e gli italofoni del libro sacro dei musulmani, il Corano (la sua traduzione è stata scelta dall’Arabia Saudita come interpretazione di riferimento in lingua italiana), editore scrittore e responsabile di varie associazioni musulmane in Italia e, ultimamente, segretario/portavoce del Comitato Promotore di un’Assemblea Costituente Islamica dei musulmani in Italia.

In Italia vivono più di due milioni e mezzo di musulmani (900mila dei quali di cittadinanza italiana). Attraverso la costituente musulmana che avete lanciato sul web per quali diritti civili vi battete?

«Crediamo sia giusto che noi cittadini musulmani italiani e musulmani residenti ci si acclari attraverso un processo che dia vita ad un’assemblea elettiva di, tendenzialmente, 100 uomini e donne che condividano fede, pratica e senso comunitario islamici. Questa Assemblea, che si rinnoverà entro tre anni, vorrà essere rappresentanza dei diritti e delle istanze di coloro che parteciperanno ad eleggerla e di tutti i credenti che riconosceranno nei suoi principi e nella sua prassi la ricerca del bene, nella pace e nel dialogo costante con l’insieme della società italiana, di cui si sente parte. L’Assemblea Costituente Islamica in Italia, farà formale richiesta d’Intesa alla Presidenza del Consiglio e in concorso fraterno con le altre rappresentanze dei musulmani, variamente costituitesi, opererà politicamente per iniziare il percorso di legge per un’Intesa ex art.8 della Costituzione della Repubblica».

Oltre alla relazione costituzionale con lo Stato italiano, la vostra Assemblea Costituente Islamica italiana per cos’altro si impegnerà?

«Cercheremo di attivare alcuni gruppi di studio su temi di comune interesse quali il diritto di culto e i suoi luoghi, la razionalizzazione del tessuto associativo, la formazione delle guide del culto e dei dirigenti delle comunità islamiche, l’insegnamento religioso proposto agli adulti e ai bambini, l’alimentazione, le regole per i cimiteri islamici, il dialogo intra e infra comunitario».

Quali potrebbero essere dei punti programmatici islamici di carattere etico (per esempio su aborto, eutanasia, omosessualità, ecc.) da portare, eventualmente, in Parlamento nel caso di vostri rappresentanti eletti in una o entrambe le camere?

«Queste sono questioni che saranno affrontate dalla eligenda Assemblea Costituente. Al momento noi stiamo solo approntando lo strumento. Inoltre non è previsto che l’Assemblea in quanto tale si presenti ad elezioni di sorta. Potranno farlo i singoli membri  e stiamo discutendo se potranno rimanere nell’Assemblea o decaderanno per incompatibilità».

Scrivete che dietro di voi “non ci sono gli Stati e neppure altri enti, nazionali e esteri, nessuna fonte di finanziamento palese né occulta”. Attraverso quali fondi intendete portare avanti la vostra iniziativa socio-politica?

«Saranno gli iscritti alla piattaforma a sostenere con micro donazioni il loro stesso progetto. Naturalmente nessun apporto lecito e non condizionante è escluso».

Matteo Orlando

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