Ti è piaciuto? Condividi!

 

IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 3 gennaio 2020

Gv 1, 29-34

Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele”. Giovanni rese testimonianza dicendo: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: “L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”.

Oggi il Vangelo continua a trattenerci sul tema della testimonianza, questa testimonianza di Giovanni il Precursore che è caratterizzata dall’umiltà nel riconoscere la verità sulla sua missione nel mondo. Ma quello che ci fa bene, ascoltando ciò che Giovanni dice parlando di sé, è che la grandezza di questa sua umiltà, che qualifica la sua testimonianza, ci viene comunicata attraverso l’insegnamento di alcune caratteristiche che possono aiutarci anche per la nostra testimonianza nel mondo perché ci fanno cogliere la qualità profetica della nostra vita, offrendoci questo grande esempio di umiltà. Allora osserviamo la dinamica, in questo testo, della testimonianza di Giovanni, perché questa capacità che Giovanni ha di trasparire Cristo che noi possiamo comprendere dalla dinamica del testo,  ci aiuta nella capacità che abbiamo di poter illuminare la nostra vita di questa Luce di Cristo. Per prima cosa Giovanni indica Gesù come agnello di Dio. Questo vuol dire che la sua testimonianza mira a far riconoscere in Gesù come tenerezza del Padre che viene a togliere in noi quella radice del male che ci rende capaci di concepire la cattiveria come lecita, e quindi ci mette nel peccato. La prima preoccupazione di un testimone, ci sembra dire il Vangelo, il primo compito di un evangelizzatore nello Spirito Santo è quello di indicare Gesù come redentore, liberatore, però attraverso la tenerezza di un agnellino, perciò con dolcezza. Un altro aspetto poi che possiamo ricavare dalla testimonianza di Giovanni, è la dichiarazione della verità, lo abbiamo trattato ieri, questa profonda conoscenza di sè che Giovanni ha dei propri limiti di fronte a Gesù. Però oggi vediamo che a questo affondo sulla conoscenza di sè, Giovanni fa seguire un altro elemento, che nella testimonianza segue la confessione della verità: la visione. Ogni evangelizzatore, ogni testimone della fede, non può sentirsi inviato da Dio a testimoniare nel mondo se prima il Signore stesso non ha messo nel suo cuore una visione. Una visione che viene da Dio, e che perciò è seguita da un invio. Si tratta di una visione spirituale, non carnale, non legata a una visione degli occhi fisici, ma legato alla profondità del cuore, a una relazione intima con Dio. Da cosa ci accorgiamo se la visione viene da Dio o no? Proprio dalla conferma dello Spirito, cioè dall’aderenza di questa visione interiore, intima, alla realtà. E’ un riconoscimento! E questo riconoscimento avviene nell’unione profonda con lo Spirito. E’ in questa unione di cuore con Dio che la Provvidenza, ogni giorno, ci manda conferme in modo che possiamo riconoscere, e vedere con gli occhi del cuore, ciò che è di Dio. Così ci accorgiamo che, se in realtà noi desideriamo essere evangelizzatori ed annunciatori della gioia del Redentore, nella dolcezza e nella tenerezza propria di Colui che ha redento il peccato del mondo, siamo sempre preceduti! E ci rendiamo conto che la testimonianza non è altro che riconoscere in noi e intorno a noi, in ciò che viviamo, in chi incontriamo, quella profonda Luce che abita il cuore e che ci unisce a Dio, una Luce che può illuminare ogni tenebra nascosta nella intima coscienza degli uomini e delle donne che abitano questa terra, così come illumina noi, dal di dentro. Preghiamo allora, che la Luce del Cristo, Luce che rifulge nelle profondità e che viene ad espandersi nella nostra vita, nella nostra carne, preghiamo che sia manifestata anche oggi attraverso di noi, attraverso la testimonianza della nostra piccola e povera fede. Buona giornata!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.