Giuliva Di Berardino sul Pesach come “passaggio” e come “salto”

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IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 3,7-15 martedì 21 Aprile 2020

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Il vangelo di oggi propone la seconda parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo, un dialogo che, come dicevamo ieri, è avvenuto di notte perché simbolo della notte dell’incomprensione che sarà illuminata solo alla luce della Pasqua. Oggi infatti questo processo di illuminazione che la Pasqua di Gesù Cristo produce nella notte di Nicodemo, ma anche nella notte di ogni nostra incomprensione, di ogni nostro compromesso che sempre è generato dalle paure di uscire allo scoperto, di uscire alla luce del giorno, ecco, questo processo di illuminazione si fa sempre più evidente. Del resto, lo sappiamo tutti, Pasqua, Pesach in ebraico, significa proprio “passaggio“, però forse non sappiamo che, come tutti i termini di questa bella lingua ebraica, hanno una polisemia nella loro essenza e quindi possono racchiudere diversi significati, a volte anche opposti, a volte anche simili. E il termine Pesach può significare non soltanto “passaggio” ma anche “salto” e questo è molto interessante, perché quando noi saltelliamo, in effetti, cambiamo di livello, effettivamente mettiamo in pratica un passaggio dalla terra a un livello superiore. Il saltellare è proprio dei bambini piccoli, quando sentono una musica bella, oppure quando entrano in uno stato di gioia, le mamme poi sanno molto bene, il bambino spontaneamente saltella! Ecco, la Pasqua, in qualche modo, ci fa accedere a un livello più alto, ci illumina perché ci stacca da terra e ci fa aprire gli occhi sulla realtà a partire da un’altra dimensione. Tutto questo succede in questo testo del Vangelo, che ci permette di cogliere come viene prodotto in noi l’impulso di quel movimento che ci stacca da terra, ci alleggerisce e ci permette di vedere le cose alla luce del Risorto, alla luce di una nuova Sapienza. Siamo infatti giunti al punto in cui Gesù presenta a Nicodemo la persona dello Spirito Santo, dice che lui, come ciscuno di noi, deve rinascere dall’acqua e dallo Spirito che è il Vento, il Soffio di Dio che ci fa udire la voce e ci comunica la sua natura che è libertà. Ma Nicodemo non capisce, continua a non capire e Gesù gli fa notare, in questo testo di oggi, che un uomo come lui dovrebbe capire, invece Nicodemo non capisce. E’ bello stare su questa situazione in cui si trova Nicodemo, perché si trova di fronte a un limite suo, un limite che non pensava di avere perché lui è saggio in Israele, conosce le Scritture, la cultura, le tradizioni ebraiche, non pensava di trovarsi davanti a questa oscurità, a questa incomprensione. Perché? Forse  perché è troppo sicuro della sua sapienza e non conosce la sapienza di Dio che supera ogni sapienza, perchè la sapienza di Dio , lo dice Gesù e nelle sue parole lo fa capire molto bene, si realizza nell’abbassamento: Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. In queste parole c’è il senso della Pasqua e del nostro Battesimo che Gesù esprime come duplice movimento di abbassamento e innalzamento. Il Figlio dell’uomo si abbassa, ma, questo abbassamento che Lui compie, provca l’innalzamento che Lui non compie, perché il verbo è al passivo. Chi compie l’innalzamento del Figlio dell’uomo? Lo Spirito Santo! E’ Lui che innalza la profonda umiltà di Gesù, del Figlio di Dio, e ci fa vedere questo abbassamento come innalzamento: lo Spirto Santo ci cambia il punto di vista! Ci capovolge i criteri, e capovolge anche i criteri  di fama e di celebrità che aveva Nicodemo, anche verso se stesso. Gesù è innalzato dallo Spirito come Re, ma non secondo i nostri criteri. Gesù è innalzato, lo dice Lui, come quel serpente innalzato da Mosè nel deserto, che guarì il popolo colpito dall’epidemia nel deserto, perché è dalla croce, che Lui dona lo Spirito, il Soffio di vita. Ecco dunque che, in questo testo, troviamo un duplice movimento: l’abbassamento e l’innalzamento di Gesù, Figlio di Dio, la cui vita è offerta per noi nella sua Pasqua, ma questo movimento, proprio perché è movimento della Pasqua del Signore, è anche il nostro movimento, perché è quello che siamo stati chiamati a vivere grazie al Battesimo. Lo spiega bene San Paolo  in Rm 6, 4 in cui scrive: “Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.” Ecco allora lo Spirito Santo, che è l’amore che mette tutto in movimento, che crea relazione, che crea danza, armonia che fa camminare gli uomini in una vita nuova. Forse non ce ne accorgiamo, ma il Vangelo ce lo mostra oggi: ciascuno di noi, dal giorno del suo Battesimo, è dentro questo movimento d’amore per il quale, come Cristo, più ci si abbassa davanti all’altro, più si è  innalzati davanti a Dio, grazie al mistero della Pasqua di Cristo. Chiediamo allora oggi a Gesù Risorto di darci la gioia di percepire in noi questo movimento dello Spirito Santo nella nostra vita, che ci doni la gioia di saperci abbassare per farci innalzare da Lui, perchè possiamo entrare e camminare nella vita nuova, entrare nella vita vera. Buona giornata!

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