Giuliva Di Berardino: “Solo Gesù può risvegliare il nostro desiderio di verità”

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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 8, 22-26

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsaida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: “Vedi qualcosa?”. Quegli, alzando gli occhi, disse: “Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano”. Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. E lo rimandò a casa dicendo: “Non entrare nemmeno nel villaggio”.

Oggi il vangelo ci mostra la guarigione di un cieco. Ci troviamo a Betsaida, dal greco “casa del pesce”, intorno al Lago di Tiberiade. La guarigione di questo cieco è abbastanza particolare e ci mostra la gradualità necessaria del processo di guarigione. Innanzi tutto Gesù lo fa uscire fuori, gli fa una domanda, cioè cerca di iniziare un dialogo con questa persona, inducendolo a cercare un’immagine che corrisponda, più o meno, alla realtà che vede forse per la prima volta. Questa domanda di Gesù non è posta a caso! “vedi qualcosa?” è una domanda interessante perché in greco antico vedere significa anche capire. Gesù non gli chiede “come vedi?” o “ci vedi bene?”, gli chiede di descrivere semplicemente che cosa vede. Questa domanda deve aver mosso qualcosa dentro quell’uomo cieco, è come se lui avesse capito che Gesù non è un semplice guaritore che è lì per guarirlo e basta, come uno che fa il suo lavoro e poi va via. No! capisce che Gesù sta lì ad ascoltarlo, vuole sapere cosa vede lui, come percepisce lui la realtà, è interessato a sapere se si sente vivo dentro! Per questo il nostro cieco anonimo, alza gli occhi, cioè riacquista fiducia in se stesso, si fida di Gesù e dice quello che percepisce: vede gli uomini come alberi che camminano. Quest’uomo percepisce, cioè avverte dentro di sé i suoi compaesani, i suoi parenti, i suoi amici, venuti per assistere alla sua guarigione, come alberi: impassibili, freddi, indifferenti, vuoti. E’ un uomo che è accecato dal pessimismo, non vede perchè in fondo per lui non c’è nulla da vedere! Per lui gli uomini sono tutti privi della determinazione necessaria per vivere, privi della volontà di credere in un cambiamento. Solo Gesù aveva risvegliato in lui il desiderio di verità che era sepolto nella sua coscienza, Gesù e i suoi discepoli, interessandosi alla sua persona, è capace di guardare in profondità le persone, le cose, la vita e offre una nuova luce sulle cose, tale da far maturare nel cuore una valutazione più adeguata, più vera, delle cose. Il vangelo ci descrive in tre fasi l’intervento di Gesù : “ci vide chiaramente”, “fu sanato” e “vedeva a distanza ogni cosa”. Chiediamo allora oggi al Signore che possa donarci uno sguardo acuto, penetrante perché possiamo vedere le cose nella loro giusta distanza, nelle loro esatte proporzioni, così da custodire in noi la gioia della fiducia, che libera da uno sguardo pessimista sulle cose,noi e chi ci vive accanto. Buona giornata!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

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