Giuliva Di Berardino: "la Trasfigurazione anticipa il nostro compimento in Gesù" | lafedequotidiana.it

Giuliva Di Berardino: “la Trasfigurazione anticipa il nostro compimento in Gesù”

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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.
Ecco l’audio

Ecco il testo

Mc 9, 2-13

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè, che discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!” Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!” E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. E lo interrogarono: “Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?” Egli rispose loro: “Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui”.

Il Vangelo di oggi ci presenta la Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor in presenza degli apostoli Giovanni, Giacomo e Pietro. Un evento che resterà nel cuore e nei ricordi di questi apostoli e che, loro stessi metteranno in legame con il Mistero della Passione, anche perché è avvenuto dopo il primo annuncio della passione da parte di Gesù. E’ quindi la realtà della Pasqua ad essere manifestata nella Trasfigurazione come in anticipo, proiettando su questa terra quella luce nuova, la luce della gloria, che trasfigura la vita terrena, rifulgendo sulla terra e illuminando la storia degli uomini. Dio aveva già visitato la storia umana attraverso il dono della Legge e dei Profeti, ma il Vangelo ci mostra che è in Gesù la realizzazione luminosa e raggiante della Parola eterna di Dio. Gesù appare al centro, tra Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti, Signore della storia, Colui che non solo accompagna la storia umana, ma la compie rendendola gloriosa! Gesù compie sia il nostro passato che il nostro futuro, e l’evento della Trasfigurazione anticipa il nostro compimento in Gesù. Interessante è anche la forte presenza profetica e simbolica di Elia, il grande “profeta di fuoco” che per la letteratura rabbinica tornerà alla fine dei tempi, per annunciare la venuta del Messia. Allora ringraziamo il Signore oggi che possiamo anche noi accogliere la luce che ci mostra il compimento di ogni cosa in Gesù! San Giovanni della Croce, nel suo libro “Salita al monte Carmelo” (Lib.2, cap.22, III-V) scrive: ” Chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa lo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità. Dio infatti potrebbe rispondergli: “Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!” (Mt 17, 5). Se ti ho già detto tutto nella mia Parola ch’è il mio Figlio e non ho altro da rivelare, come posso risponderti o rivelarti qualche altra cosa? Fissa lo sguardo in Lui solo e vi troverai anche più di quanto chiedi e desideri: in Lui ti ho detto e rivelato tutto. (…) Dal giorno in cui sul Tabor discesi con il mio Spirito su di Lui, dicendo: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo”, cessai di istruire e rispondere in queste maniere ed affidai tutto a Lui: ascoltatelo perché ormai non ho più materia di fede da rivelare e verità da manifestare. Prima parlavo, ma unicamente per promettere Cristo e gli uomini mi consultavano solo per chiedere e aspettare Lui nel quale dovevano trovare ogni bene, come ora tutta la dottrina degli evangelisti e degli apostoli fa capire. Se vuoi che io ti dica qualche parola di conforto, guarda mio Figlio, obbediente a me e per amor mio sottomesso ed afflitto, e sentirai quante cose ti risponderà. Se  desideri che io ti sveli alcune cose o avvenimenti occulti, fissa in Lui i tuoi occhi e vi troverai dei misteri molto profondi, la sapienza e le meraviglie di Dio le quali, secondo quanto afferma il mio Apostolo, sono in Lui contenute: Nel quale Figlio di Dio sono nascosti i tesori della sapienza e della scienza di Dio, tesori di sapienza che saranno per te profondi, saporosi e utili più di tutte le cose che vorresti sapere“. Buona giornata!

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

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